Terreno edificabile: come capire cosa si può costruire
Per capire se un terreno è edificabile, faccia verificare il Suo progetto sul piano comunale vigente e adottato, leggendo norme, capacità residua e vincoli prima della caparra.
50 m
Particella di esempio · Diano San Pietro (Imperia)
D298A000700.444 · 1.247 m²
Particelle confinanti
Fonte: Geometria catastale: Agenzia delle Entrate, licenza CC BY 4.0 · letta il 18 ottobre 2026
Zone a confronto
Zona · Destinazione nel decreto, in sintesi
- A
- Agglomerati di valore storico, artistico o ambientale e contesto integrato
- B
- Parti totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle A
- C
- Aree destinate a nuovi complessi insediativi
- D
- Nuovi insediamenti industriali o assimilati
- E
- Usi agricoli; dove il frazionamento richiede nuovi insediamenti, il decreto li tratta come zona C
- F
- Attrezzature e impianti di interesse generale
Indice
- Come capire se un terreno è edificabile
- Indice di edificabilità e cubatura del terreno: come si calcolano
- Superficie per indice, volume residuo e lotto minimo
- PRG, PUC, PUG e PGT: che cosa significano
- Zone omogenee A, B, C, D, E, F: quali sono edificabili
- Cosa si può costruire su un terreno agricolo in zona E
- Distanze, altezza e piano attuativo: perché il volume non basta
- Piano adottato e approvato: quanto dura la salvaguardia
- Permesso, SCIA o CILA: cosa chiedere prima della caparra
In breve
- La parola «edificabile» va verificata rispetto al Suo progetto, alla porzione di terreno e alle norme applicabili.
- PRG, PUC, PUG, PGT e PAT/PI appartengono a sistemi regionali diversi: cerchi gli atti effettivi del Comune.
- L’indice dà una quantità teorica; lotto minimo, volume già utilizzato e distanze possono impedirne l’uso.
- Prima di firmare, chieda al tecnico un parere scritto e chieda al notaio di regolare nel contratto le verifiche ancora aperte.
0,03 m³/m²
Abitazioni in zona E
Densità fondiaria massima del decreto, non un diritto a costruire.
3 / 5 anni
Salvaguardia
Dall’adozione; il termine maggiore richiede la condizione di invio prevista.
IF / IT
Indici da distinguere
Superficie fondiaria o territoriale; legga anche unità e definizioni locali.
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Come capire se un terreno è edificabile
La stessa particella può attraversare più zone del piano. Per leggerla occorrono la tavola con legenda e le norme tecniche di attuazione, non soltanto una lettera riportata nell’annuncio.
Parta da Comune catastale, foglio e particella, poi faccia localizzare il terreno sulla tavola urbanistica. Una stessa particella può attraversare destinazioni diverse: la superficie riportata nella visura non diventa tutta superficie utile al calcolo.
Chieda il CDU, certificato di destinazione urbanistica, e gli articoli delle NTA, Norme Tecniche di Attuazione, che esso richiama. La Guida CDU e visure PRG di Roma Capitale mostra come leggere insieme certificato, tavole e disciplina; il formato romano non è obbligatorio altrove.
L’art. 12 del DPR 380/2001 richiede conformità agli strumenti urbanistici, ai regolamenti edilizi e alla disciplina vigente. Il comma 2 subordina il permesso alle opere di urbanizzazione primaria, come strada e reti: devono esistere, essere previste dal Comune nei tre anni successivi oppure essere realizzate dal richiedente insieme all’intervento.
Edificabilità: tre domande in ordine
Si può costruire?
- Zona nel CDULa zona omogenea e le NTA dicono cosa è ammesso; in zona E agricola valgono le regole regionali
- Vincoli sovraordinatiPaesaggio, PAI e sismica possono chiedere un’autorizzazione o vietare l’intervento anche in zona edificabile
- Titolo edilizioIl permesso di costruire si rilascia sul progetto, non sul terreno: il CDU non lo sostituisce
Fonte: DPR 380/2001, artt. 10, 20 e 30; DM 1444/1968, art. 2 (verificata il 15 ottobre 2026)
Chieda quale regola ammetta il Suo intervento, su quale porzione e a quali condizioni. Trova la lista di controllo stampabile alla fine della pagina. Il dossier TerrenoCheck raccoglie dati pubblici per orientare gli approfondimenti; non certifica proprietà, titolo o edificabilità e non sostituisce il parere di un professionista.
Una pagina del dossier consegnato

Fonte: TerrenoCheck, Diano San Pietro, particella 444, p. 17
Indice di edificabilità e cubatura del terreno: come si calcolano
Prima capisca su quale superficie si applica l’indice e in quale unità è espresso. Poi moltiplichi quella superficie per l’indice e tolga la capacità già utilizzata, senza dimenticare gli altri parametri.
L’indice di fabbricabilità fondiaria, IF, si riferisce alla superficie fondiaria (SF). L’indice territoriale, IT, usa la superficie territoriale (ST), che comprende anche le dotazioni territoriali. L’Intesa 20 ottobre 2016, allegato A, voci 1–4 distingue queste superfici e chiama IF e IT indici di edificabilità, comprensivi dell’edificato esistente. Verifichi sigle e metodo nelle NTA e nel recepimento locale.
Un indice in m³/m² produce volume; in m²/m² produce superficie. Non ricavi superficie abitabile dividendo il volume per un’altezza presunta: muri, solai e accessori seguono definizioni locali.
Esempio interamente ipotetico: uso residenziale e intervento diretto verificati; SF accertata coincidente con il terreno acquistato; indice volumetrico uniforme; edificio legittimo da mantenere, interamente computabile; nessuna cessione di cubatura o altro asservimento. I valori didattici non provengono dal dossier di Diano San Pietro.
In una riga: 1.000 m² × 0,50 m³/m² = 500 m³; tolti 200 m³ esistenti, restano 300 m³, su un lotto che supera il minimo di 800 m².
Superficie per indice, volume residuo e lotto minimo
Passaggio · Valore e calcolo
- Superficie e indiceSF utilizzabile: 1.000 m²; IF volumetrico: 0,50 m³/m²
- Volume complessivo teorico1.000 × 0,50 = 500 m³
- Volume esistente da mantenere200 m³, tutti computabili e da sottrarre
- Volume residuo aritmetico500 − 200 = 300 m³
- Lotto minimo ipotetico800 m² richiesti dalle NTA dell’esempio; 1.000 ≥ 800: requisito soddisfatto
- Controlli ancora necessariDistanze, altezza, copertura e altre prescrizioni: il residuo non dimostra che l’edificio entri nel lotto
Fonte: elaborazione didattica con dati ipotetici; distinzione fra superfici e indici nell’Intesa 20 ottobre 2016, allegato A. Nessun parametro della tabella è una prescrizione di un Comune reale.
Il lotto minimo è un requisito autonomo: ridurre le dimensioni della casa non consente di costruire su un lotto inferiore al minimo richiesto. Faccia verificare quali aree siano aggregabili; la proprietà comune di porzioni stradali o agricole non basta.
Un esempio della necessità di cercare questi atti è l’art. 45 della LR Veneto 11/2004: per le nuove abitazioni rurali prevede un vincolo di non edificazione sul fondo di pertinenza, trascritto nei registri immobiliari, e un registro comunale dei fondi vincolati. Altrove il tecnico deve ricostruire il meccanismo applicabile, coordinandosi con il notaio. Se la storia rimane incompleta, il residuo va indicato come non determinato.
PRG, PUC, PUG e PGT: che cosa significano
Il nome del piano dipende dalla disciplina regionale; non indica da solo quanto possa costruire. Cerchi sul sito del Comune lo strumento efficace e le sue varianti, usando la denominazione locale.
| Territorio | Nome dello strumento | Riferimento ufficiale |
|---|---|---|
| Piemonte, come esempio di uso del PRG | Piano Regolatore Generale, anche PRGC | LR 56/1977, art. 24 |
| Campania | PUC, Piano Urbanistico Comunale; nell’attuale legge articolato in PSU e RUE | LR 16/2004, art. 22 |
| Liguria | PUC, Piano Urbanistico Comunale | LR 36/1997 |
| Sardegna | PUC, Piano Urbanistico Comunale | LR 45/1989, art. 19 |
| Emilia-Romagna | PUG, Piano Urbanistico Generale, nel passaggio da PSC, POC e RUE | LR 24/2017, artt. 3, 30–31 |
| Lombardia | PGT, Piano di Governo del Territorio: Documento di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle Regole | LR 12/2005, art. 7 |
| Veneto | PAT, Piano di Assetto del Territorio, strutturale; PI, Piano degli Interventi, operativo | LR 11/2004, art. 12 |
Nomi dei piani e documenti da cercare
Piemonte, come esempio di uso del PRG
- Nome dello strumento
- Piano Regolatore Generale, anche PRGC
- Riferimento ufficiale
- LR 56/1977, art. 24
Campania
- Nome dello strumento
- PUC, Piano Urbanistico Comunale; nell’attuale legge articolato in PSU e RUE
- Riferimento ufficiale
- LR 16/2004, art. 22
Liguria
- Nome dello strumento
- PUC, Piano Urbanistico Comunale
- Riferimento ufficiale
- LR 36/1997
Sardegna
- Nome dello strumento
- PUC, Piano Urbanistico Comunale
- Riferimento ufficiale
- LR 45/1989, art. 19
Emilia-Romagna
- Nome dello strumento
- PUG, Piano Urbanistico Generale, nel passaggio da PSC, POC e RUE
- Riferimento ufficiale
- LR 24/2017, artt. 3, 30–31
Lombardia
- Nome dello strumento
- PGT, Piano di Governo del Territorio: Documento di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle Regole
- Riferimento ufficiale
- LR 12/2005, art. 7
Veneto
- Nome dello strumento
- PAT, Piano di Assetto del Territorio, strutturale; PI, Piano degli Interventi, operativo
- Riferimento ufficiale
- LR 11/2004, art. 12
In Emilia-Romagna l’art. 3 della LR 24/2017, con l’art. 80 fissa l’avvio dell’adeguamento entro 1 gennaio 2022 e la conclusione entro 1 gennaio 2024. Le successive date del programma regionale di finanziamento dei PUG riguardano contributi e attività finanziate, senza proroga legale al 2026: per l’acquisto verifichi quale piano operi nel Comune.
Zone omogenee A, B, C, D, E, F: quali sono edificabili
Di norma si costruisce nelle zone B e C, e nelle D per attività produttive. Le zone A e F seguono regole di tutela o di interesse pubblico; in zona E le nuove abitazioni devono rispettare le condizioni agricole fissate da Regione e Comune.
Le lettere del piano descrivono categorie urbanistiche, non un permesso per il singolo terreno: il DM 1444/1968, artt. 1 e 2 le usa come riferimento per formare e rivedere gli strumenti urbanistici. I lavori sugli edifici esistenti hanno regole proprie, anche secondo la destinazione d’uso; in Toscana, per esempio, l’art. 79 della LR Toscana 65/2014 riguarda gli edifici a uso non agricolo nel territorio rurale.
| Zona | Destinazione nel decreto, in sintesi | Domanda per l’acquisto |
|---|---|---|
| A | Agglomerati di valore storico, artistico o ambientale e contesto integrato | Quali trasformazioni ammettono le norme di tutela? |
| B | Parti totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle A | Il vuoto tra edifici ha capacità autonoma disponibile? |
| C | Aree destinate a nuovi complessi insediativi | Serve un piano attuativo prima del progetto? |
| D | Nuovi insediamenti industriali o assimilati | Il Suo uso è compatibile con la destinazione produttiva? |
| E | Usi agricoli; dove il frazionamento richiede nuovi insediamenti, il decreto li tratta come zona C | Quali requisiti agricoli e aziendali richiede la disciplina locale? |
| F | Attrezzature e impianti di interesse generale | Quale attrezzatura è prevista e con quali modalità? |
Le zone omogenee del decreto
A
- Destinazione nel decreto, in sintesi
- Agglomerati di valore storico, artistico o ambientale e contesto integrato
- Domanda per l’acquisto
- Quali trasformazioni ammettono le norme di tutela?
B
- Destinazione nel decreto, in sintesi
- Parti totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle A
- Domanda per l’acquisto
- Il vuoto tra edifici ha capacità autonoma disponibile?
C
- Destinazione nel decreto, in sintesi
- Aree destinate a nuovi complessi insediativi
- Domanda per l’acquisto
- Serve un piano attuativo prima del progetto?
D
- Destinazione nel decreto, in sintesi
- Nuovi insediamenti industriali o assimilati
- Domanda per l’acquisto
- Il Suo uso è compatibile con la destinazione produttiva?
E
- Destinazione nel decreto, in sintesi
- Usi agricoli; dove il frazionamento richiede nuovi insediamenti, il decreto li tratta come zona C
- Domanda per l’acquisto
- Quali requisiti agricoli e aziendali richiede la disciplina locale?
F
- Destinazione nel decreto, in sintesi
- Attrezzature e impianti di interesse generale
- Domanda per l’acquisto
- Quale attrezzatura è prevista e con quali modalità?
Fonte: DM 1444/1968, art. 2. Le sottozone e le equivalenze locali si leggono nella legenda e nelle NTA comunali.
La sottozona conta quanto la lettera: può richiedere una trasformazione coordinata oppure ammettere intervento diretto. Una linea di piano o una pratica precedente possono rendere inapplicabile al Suo terreno la risposta ottenuta dal vicino.
Il tecnico deve consultare anche le fonti competenti sui vincoli paesaggistici e di rischio. Per organizzare la verifica consulti la guida al PAI e al rischio di frane e alluvioni. Finché un documento manca, quel controllo resta aperto.
Cosa si può costruire su un terreno agricolo in zona E
In zona E occorre verificare le regole regionali e comunali per l’intervento richiesto e per chi lo propone. Comprare un fondo non equivale a dimostrare la necessità agricola di una nuova abitazione.
L’art. 7, punto 4, del DM 1444/1968 prescrive per le abitazioni una densità fondiaria massima di 0,03 m³/m². È un tetto del decreto per i piani, non un indice attribuito automaticamente a ogni proprietario. Non sostituisce le condizioni agricole, le superfici minime o le limitazioni locali.
In Toscana l’art. 73 della LR 65/2014, testo coordinato consente nuovi edifici rurali all’imprenditore agricolo soltanto se necessari all’attività e dà priorità al recupero degli edifici esistenti.
Per le nuove abitazioni ammesse dai piani richiede un programma aziendale presentato dall’imprenditore agricolo professionale (IAP), la dimostrazione della necessità e l’impegno a mantenere superfici minime in produzione. L’art. 74 della stessa LR 65/2014 disciplina il programma e la convenzione o l’atto d’obbligo. È un esempio toscano, non una regola nazionale.
Una casa nuova, un annesso per l’azienda e il recupero di un edificio esistente seguono regole diverse. Per un annesso agricolo chieda la norma che consente l’uso desiderato. Il tecnico deve classificare anche eventuali strutture leggere o mobili.
Verifichi se i requisiti agricoli siano compatibili con la Sua attività. Coordini separatamente la verifica della prelazione agraria con il notaio.
Distanze, altezza e piano attuativo: perché il volume non basta
Il progetto deve rientrare nell’ingombro consentito. Deve inoltre seguire la procedura richiesta dalle norme applicabili. Un lotto stretto o attraversato da fasce di rispetto può non accogliere la casa immaginata.

L’art. 9 del DM 1444/1968 prescrive, per i nuovi edifici nelle zone diverse dalla A, 10 metri fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, nel quadro delle condizioni ed eccezioni previste. Non è una distanza universale dal confine né dal ciglio stradale. Il tecnico deve leggere anche disciplina regionale, NTA, regolamento edilizio e regime dell’intervento concreto.
Per l’altezza chieda una sezione con terreno e quote di progetto secondo il riferimento prescritto. In pendenza i piani visibili dalla strada possono ingannare. L’art. 8 del DM 1444/1968 stabilisce regole differenti per le zone; la verifica non si risolve scegliendo un’altezza comoda per il calcolo.
| Verifica | Documento o risposta da ottenere |
|---|---|
| Distanze da edifici e confini | Schema quotato con norma applicata a ciascun lato |
| Strada e accesso | Classificazione, fascia pertinente e fattibilità dell’ingresso |
| Altezza, copertura e permeabilità | Sezioni e superfici calcolate con le definizioni locali |
| Piano attuativo | Perimetro, approvazione, efficacia e disciplina del lotto |
| Convenzione urbanistica | Testo firmato, obblighi, opere e costi ancora da sostenere |
Dal volume teorico al progetto
Distanze da edifici e confini
- Documento o risposta da ottenere
- Schema quotato con norma applicata a ciascun lato
Strada e accesso
- Documento o risposta da ottenere
- Classificazione, fascia pertinente e fattibilità dell’ingresso
Altezza, copertura e permeabilità
- Documento o risposta da ottenere
- Sezioni e superfici calcolate con le definizioni locali
Piano attuativo
- Documento o risposta da ottenere
- Perimetro, approvazione, efficacia e disciplina del lotto
Convenzione urbanistica
- Documento o risposta da ottenere
- Testo firmato, obblighi, opere e costi ancora da sostenere
Fonte: DM 1444/1968, artt. 8–9; DPR 380/2001, art. 12; per un esempio regionale di disciplina attuativa, LR Veneto 11/2004, artt. 19–20. La tabella organizza l’incarico tecnico.
Il piano attuativo dettaglia come trasformare un comparto; la convenzione disciplina gli impegni collegati, secondo la disciplina applicabile. Acquisisca il testo, gli obblighi residui e la copertura delle opere eventualmente condivise con altri proprietari.
Una condotta nella strada non significa che ci si possa allacciare. Chieda preventivi delle opere necessarie e chiarisca quali obblighi convenzionali passerebbero a Lei.
Piano adottato e approvato: quanto dura la salvaguardia
Un piano adottato può incidere sulla domanda di permesso prima della sua approvazione. La verifica comprende lo strumento efficace e le previsioni adottate, con i rispettivi atti e date.
Il Comune deve indicare deliberazione e adempimenti che determinano l’efficacia secondo la legge regionale. Il nome del file «nuovo piano» non ne stabilisce lo stato giuridico.
Se il piano adottato cambia la destinazione, faccia indicare contrasto e conseguenze sulla pratica. Scaduta la salvaguardia, restano da verificare il piano eventualmente approvato, le altre discipline e i presupposti del permesso.
Conservi date di adozione, fine pubblicazione e trasmissione, quando rilevanti. Il parere deve precisare data di riferimento e condizioni di aggiornamento. Ricontrolli prima del rogito: una variante può intervenire durante l’acquisto.
Permesso, SCIA o CILA: cosa chiedere prima della caparra
La procedura edilizia dipende dalla classificazione dell’intervento; non rende ammissibile un uso che il piano esclude. Per una nuova casa il riferimento ordinario è il permesso, ferme le ipotesi di SCIA alternativa previste dalla legge.
| Procedura | Ambito essenziale | Riferimento |
|---|---|---|
| Permesso di costruire | Nuova costruzione e altre trasformazioni previste dalla legge | DPR 380/2001, testo pubblicato dalla Protezione Civile, art. 10, c. 1, lett. a |
| SCIA ordinaria | Fra i casi previsti: manutenzione straordinaria e restauro sulle parti strutturali, ristrutturazione fuori dai casi soggetti a permesso | DPR 380/2001, art. 22; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. f |
| SCIA alternativa al permesso | Interventi specificamente ammessi, comprese determinate nuove costruzioni disciplinate da piani dettagliati | DPR 380/2001, art. 23; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. g |
| CILA | Percorso residuale per opere fuori dagli elenchi di edilizia libera, permesso e SCIA, con asseverazione tecnica | DPR 380/2001, art. 6-bis; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. c |
Titoli e comunicazioni nel DPR 380/2001
Permesso di costruire
- Ambito essenziale
- Nuova costruzione e altre trasformazioni previste dalla legge
SCIA ordinaria
- Ambito essenziale
- Fra i casi previsti: manutenzione straordinaria e restauro sulle parti strutturali, ristrutturazione fuori dai casi soggetti a permesso
- Riferimento
- DPR 380/2001, art. 22; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. f
SCIA alternativa al permesso
- Ambito essenziale
- Interventi specificamente ammessi, comprese determinate nuove costruzioni disciplinate da piani dettagliati
- Riferimento
- DPR 380/2001, art. 23; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. g
CILA
- Ambito essenziale
- Percorso residuale per opere fuori dagli elenchi di edilizia libera, permesso e SCIA, con asseverazione tecnica
- Riferimento
- DPR 380/2001, art. 6-bis; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. c
Chieda al professionista di separare la fattibilità urbanistica dalle autorizzazioni ulteriori e dalle condizioni tecniche. Per un edificio esistente servono anche pratiche pregresse e riscontro sul posto: approfondisca la guida agli abusi edilizi. Il progetto di recupero non può basarsi soltanto sulla sagoma in mappa.
Consegni al notaio il parere scritto e l’elenco delle questioni aperte. Se acquista soltanto per costruire quel progetto, faccia definire quali verifiche debbano riuscire, chi le svolga e cosa accada alle somme versate. La guida a preliminare e caparra aiuta a preparare il confronto; una formula generica di «salvo verifiche» può lasciare incerto l’accordo.
Quando si muovono i soldi
1Proposta d’acquisto
Che cosa si paga
eventuale somma prevista nel testo, con natura e custodia da chiarire
Se va male
l’impegno nasce prima di sapere se il progetto è ammesso
Da chiudere prima
identificazione del lotto, parere iniziale e condizioni per gli accertamenti aperti
2Preliminare e caparra
Che cosa si paga
caparra o acconto pattuiti e spese concordate
Se va male
contestazione sulle somme perché manca capacità residua o attuazione del piano
Da chiudere prima
parere sul progetto, calcolo documentato e gestione contrattuale degli esiti
3Rogito dal notaio
Che cosa si paga
saldo, imposte e spese residue
Se va male
acquisto a prezzo edificabile con condizioni ancora irrisolte
Da chiudere prima
aggiornamento del piano, documenti richiesti e obblighi convenzionali individuati
Terreno edificabile: come capire cosa si può costruire
https://terrenocheck.it/it/guida/cosa-costruire-prg-puc-edificabilita
Lista di controllo
Prima della caparra su un terreno su cui costruire
Fonti (16)
Fonti verificate il 15 ottobre 2026.
- Camera dei deputati, DM 1444/1968, artt. 1, 2, 7–9 · verificata il
- Gazzetta Ufficiale, Intesa 20 ottobre 2016, allegato A, definizioni uniformi · verificata il
- Gazzetta Ufficiale, DPR 380/2001, art. 12 · verificata il
- Gazzetta Ufficiale, D.Lgs. 222/2016, art. 3: DPR 380/2001, artt. 6-bis, 22 e 23 · verificata il
- Dipartimento della Protezione Civile, DPR 380/2001, testo originario, art. 10, c. 1, lett. a · verificata il
- Regione Campania, LR 16/2004, art. 22, testo coordinato · verificata il
- Regione Liguria, Piani urbanistici comunali e LR 36/1997 · verificata il
- Regione Sardegna, LR 45/1989, art. 19, testo coordinato 8 agosto 2024 · verificata il
- Regione Emilia-Romagna, LR 24/2017, artt. 3, 30, 31 e 80 · verificata il
- Regione Emilia-Romagna, Bandi e riparto finanziamenti PUG e piani di area vasta · verificata il
- Consiglio regionale Lombardia, LR 12/2005, art. 7 · verificata il
- Consiglio regionale Veneto, LR 11/2004, artt. 12, 19, 20 e 45 · verificata il
- Regione Toscana, LR 65/2014, artt. 73, 74 e 79, testo coordinato · verificata il
- Gazzetta Ufficiale, codice civile, art. 1326 · verificata il
- Roma Capitale, Guida CDU e visure PRG, maggio 2015 · verificata il
- Regione Piemonte, Centri storici e aree individuate ai sensi dell’art. 24 della LR 56/1977 · verificata il