Terreno edificabile: come capire cosa si può costruire

Per capire se un terreno è edificabile, faccia verificare il Suo progetto sul piano comunale vigente e adottato, leggendo norme, capacità residua e vincoli prima della caparra.

Contorno catastale della particella di esempio a Diano San Pietro (Imperia)Sagoma catastale della particella di esempio in arancione, con le particelle confinanti in grigio.

50 m

Particella di esempio · Diano San Pietro (Imperia)

D298A000700.444 · 1.247 m²

Particelle confinanti

Particella del dossier di esempio a Diano San Pietro, Imperia.Esempio, non verifica di proprietà né di edificabilità.

Fonte: Geometria catastale: Agenzia delle Entrate, licenza CC BY 4.0 · letta il 18 ottobre 2026

Zone a confronto

Zona · Destinazione nel decreto, in sintesi

A
Agglomerati di valore storico, artistico o ambientale e contesto integrato
B
Parti totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle A
C
Aree destinate a nuovi complessi insediativi
D
Nuovi insediamenti industriali o assimilati
E
Usi agricoli; dove il frazionamento richiede nuovi insediamenti, il decreto li tratta come zona C
F
Attrezzature e impianti di interesse generale
Indice
  1. Come capire se un terreno è edificabile
  2. Indice di edificabilità e cubatura del terreno: come si calcolano
  3. Superficie per indice, volume residuo e lotto minimo
  4. PRG, PUC, PUG e PGT: che cosa significano
  5. Zone omogenee A, B, C, D, E, F: quali sono edificabili
  6. Cosa si può costruire su un terreno agricolo in zona E
  7. Distanze, altezza e piano attuativo: perché il volume non basta
  8. Piano adottato e approvato: quanto dura la salvaguardia
  9. Permesso, SCIA o CILA: cosa chiedere prima della caparra

In breve

  • La parola «edificabile» va verificata rispetto al Suo progetto, alla porzione di terreno e alle norme applicabili.
  • PRG, PUC, PUG, PGT e PAT/PI appartengono a sistemi regionali diversi: cerchi gli atti effettivi del Comune.
  • L’indice dà una quantità teorica; lotto minimo, volume già utilizzato e distanze possono impedirne l’uso.
  • Prima di firmare, chieda al tecnico un parere scritto e chieda al notaio di regolare nel contratto le verifiche ancora aperte.

A–F

Zone omogenee

Categorie nazionali per la formazione e revisione dei piani.

DM 1444/1968, artt. 1–2

0,03 m³/m²

Abitazioni in zona E

Densità fondiaria massima del decreto, non un diritto a costruire.

DM 1444/1968, art. 7, punto 4

3 / 5 anni

Salvaguardia

Dall’adozione; il termine maggiore richiede la condizione di invio prevista.

DPR 380/2001, art. 12, c. 3

IF / IT

Indici da distinguere

Superficie fondiaria o territoriale; legga anche unità e definizioni locali.

Intesa 20 ottobre 2016, allegato A

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Come capire se un terreno è edificabile

La stessa particella può attraversare più zone del piano. Per leggerla occorrono la tavola con legenda e le norme tecniche di attuazione, non soltanto una lettera riportata nell’annuncio.

Parta da Comune catastale, foglio e particella, poi faccia localizzare il terreno sulla tavola urbanistica. Una stessa particella può attraversare destinazioni diverse: la superficie riportata nella visura non diventa tutta superficie utile al calcolo.

Chieda il CDU, certificato di destinazione urbanistica, e gli articoli delle NTA, Norme Tecniche di Attuazione, che esso richiama. La Guida CDU e visure PRG di Roma Capitale mostra come leggere insieme certificato, tavole e disciplina; il formato romano non è obbligatorio altrove.

L’art. 12 del DPR 380/2001 richiede conformità agli strumenti urbanistici, ai regolamenti edilizi e alla disciplina vigente. Il comma 2 subordina il permesso alle opere di urbanizzazione primaria, come strada e reti: devono esistere, essere previste dal Comune nei tre anni successivi oppure essere realizzate dal richiedente insieme all’intervento.

Edificabilità: tre domande in ordine

Si può costruire?

  1. Zona nel CDULa zona omogenea e le NTA dicono cosa è ammesso; in zona E agricola valgono le regole regionali
  2. Vincoli sovraordinatiPaesaggio, PAI e sismica possono chiedere un’autorizzazione o vietare l’intervento anche in zona edificabile
  3. Titolo edilizioIl permesso di costruire si rilascia sul progetto, non sul terreno: il CDU non lo sostituisce
Una risposta favorevole alla prima domanda non risolve le altre due.

Fonte: DPR 380/2001, artt. 10, 20 e 30; DM 1444/1968, art. 2 (verificata il 15 ottobre 2026)

Chieda quale regola ammetta il Suo intervento, su quale porzione e a quali condizioni. Trova la lista di controllo stampabile alla fine della pagina. Il dossier TerrenoCheck raccoglie dati pubblici per orientare gli approfondimenti; non certifica proprietà, titolo o edificabilità e non sostituisce il parere di un professionista.

Una pagina del dossier consegnato

Dettaglio della pagina 17Pagina 17: terreno senza edifici in mappa catastale, sagome OpenStreetMap e documenti da chiedere prima della firma.Apra la pagina a dimensione intera
Nel dossier di esempio (Diano San Pietro, particella 444), pagina 17 rileva che la mappa catastale non riporta edifici, mentre OpenStreetMap disegna 37 m² di sagome sulla particella, e elenca quattro documenti da chiedere, a cominciare dal CDU. Una sagoma in mappa non dimostra lo stato legittimo.

Fonte: TerrenoCheck, Diano San Pietro, particella 444, p. 17

Indice di edificabilità e cubatura del terreno: come si calcolano

Prima capisca su quale superficie si applica l’indice e in quale unità è espresso. Poi moltiplichi quella superficie per l’indice e tolga la capacità già utilizzata, senza dimenticare gli altri parametri.

L’indice di fabbricabilità fondiaria, IF, si riferisce alla superficie fondiaria (SF). L’indice territoriale, IT, usa la superficie territoriale (ST), che comprende anche le dotazioni territoriali. L’Intesa 20 ottobre 2016, allegato A, voci 1–4 distingue queste superfici e chiama IF e IT indici di edificabilità, comprensivi dell’edificato esistente. Verifichi sigle e metodo nelle NTA e nel recepimento locale.

Un indice in m³/m² produce volume; in m²/m² produce superficie. Non ricavi superficie abitabile dividendo il volume per un’altezza presunta: muri, solai e accessori seguono definizioni locali.

Esempio interamente ipotetico: uso residenziale e intervento diretto verificati; SF accertata coincidente con il terreno acquistato; indice volumetrico uniforme; edificio legittimo da mantenere, interamente computabile; nessuna cessione di cubatura o altro asservimento. I valori didattici non provengono dal dossier di Diano San Pietro.

In una riga: 1.000 m² × 0,50 m³/m² = 500 m³; tolti 200 m³ esistenti, restano 300 m³, su un lotto che supera il minimo di 800 m².

Superficie per indice, volume residuo e lotto minimo

Passaggio · Valore e calcolo

  1. Superficie e indiceSF utilizzabile: 1.000 m²; IF volumetrico: 0,50 m³/m²
  2. Volume complessivo teorico1.000 × 0,50 = 500 m³
  3. Volume esistente da mantenere200 m³, tutti computabili e da sottrarre
  4. Volume residuo aritmetico500 − 200 = 300 m³
  5. Lotto minimo ipotetico800 m² richiesti dalle NTA dell’esempio; 1.000 ≥ 800: requisito soddisfatto
  6. Controlli ancora necessariDistanze, altezza, copertura e altre prescrizioni: il residuo non dimostra che l’edificio entri nel lotto

Fonte: elaborazione didattica con dati ipotetici; distinzione fra superfici e indici nell’Intesa 20 ottobre 2016, allegato A. Nessun parametro della tabella è una prescrizione di un Comune reale.

Il lotto minimo è un requisito autonomo: ridurre le dimensioni della casa non consente di costruire su un lotto inferiore al minimo richiesto. Faccia verificare quali aree siano aggregabili; la proprietà comune di porzioni stradali o agricole non basta.

Un esempio della necessità di cercare questi atti è l’art. 45 della LR Veneto 11/2004: per le nuove abitazioni rurali prevede un vincolo di non edificazione sul fondo di pertinenza, trascritto nei registri immobiliari, e un registro comunale dei fondi vincolati. Altrove il tecnico deve ricostruire il meccanismo applicabile, coordinandosi con il notaio. Se la storia rimane incompleta, il residuo va indicato come non determinato.

PRG, PUC, PUG e PGT: che cosa significano

Il nome del piano dipende dalla disciplina regionale; non indica da solo quanto possa costruire. Cerchi sul sito del Comune lo strumento efficace e le sue varianti, usando la denominazione locale.

Nomi dei piani e documenti da cercare
TerritorioNome dello strumentoRiferimento ufficiale
Piemonte, come esempio di uso del PRGPiano Regolatore Generale, anche PRGCLR 56/1977, art. 24
CampaniaPUC, Piano Urbanistico Comunale; nell’attuale legge articolato in PSU e RUELR 16/2004, art. 22
LiguriaPUC, Piano Urbanistico ComunaleLR 36/1997
SardegnaPUC, Piano Urbanistico ComunaleLR 45/1989, art. 19
Emilia-RomagnaPUG, Piano Urbanistico Generale, nel passaggio da PSC, POC e RUELR 24/2017, artt. 3, 30–31
LombardiaPGT, Piano di Governo del Territorio: Documento di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle RegoleLR 12/2005, art. 7
VenetoPAT, Piano di Assetto del Territorio, strutturale; PI, Piano degli Interventi, operativoLR 11/2004, art. 12

Nomi dei piani e documenti da cercare

Piemonte, come esempio di uso del PRG
Nome dello strumento
Piano Regolatore Generale, anche PRGC
Riferimento ufficiale
LR 56/1977, art. 24
Campania
Nome dello strumento
PUC, Piano Urbanistico Comunale; nell’attuale legge articolato in PSU e RUE
Riferimento ufficiale
LR 16/2004, art. 22
Liguria
Nome dello strumento
PUC, Piano Urbanistico Comunale
Riferimento ufficiale
LR 36/1997
Sardegna
Nome dello strumento
PUC, Piano Urbanistico Comunale
Riferimento ufficiale
LR 45/1989, art. 19
Emilia-Romagna
Nome dello strumento
PUG, Piano Urbanistico Generale, nel passaggio da PSC, POC e RUE
Riferimento ufficiale
LR 24/2017, artt. 3, 30–31
Lombardia
Nome dello strumento
PGT, Piano di Governo del Territorio: Documento di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle Regole
Riferimento ufficiale
LR 12/2005, art. 7
Veneto
Nome dello strumento
PAT, Piano di Assetto del Territorio, strutturale; PI, Piano degli Interventi, operativo
Riferimento ufficiale
LR 11/2004, art. 12

Fonte: fonti regionali collegate nelle righe, verificate il 15 ottobre 2026. Esempi regionali, non inventario comunale.

In Emilia-Romagna l’art. 3 della LR 24/2017, con l’art. 80 fissa l’avvio dell’adeguamento entro 1 gennaio 2022 e la conclusione entro 1 gennaio 2024. Le successive date del programma regionale di finanziamento dei PUG riguardano contributi e attività finanziate, senza proroga legale al 2026: per l’acquisto verifichi quale piano operi nel Comune.

Zone omogenee A, B, C, D, E, F: quali sono edificabili

Di norma si costruisce nelle zone B e C, e nelle D per attività produttive. Le zone A e F seguono regole di tutela o di interesse pubblico; in zona E le nuove abitazioni devono rispettare le condizioni agricole fissate da Regione e Comune.

Le lettere del piano descrivono categorie urbanistiche, non un permesso per il singolo terreno: il DM 1444/1968, artt. 1 e 2 le usa come riferimento per formare e rivedere gli strumenti urbanistici. I lavori sugli edifici esistenti hanno regole proprie, anche secondo la destinazione d’uso; in Toscana, per esempio, l’art. 79 della LR Toscana 65/2014 riguarda gli edifici a uso non agricolo nel territorio rurale.

Le zone omogenee del decreto
ZonaDestinazione nel decreto, in sintesiDomanda per l’acquisto
AAgglomerati di valore storico, artistico o ambientale e contesto integratoQuali trasformazioni ammettono le norme di tutela?
BParti totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle AIl vuoto tra edifici ha capacità autonoma disponibile?
CAree destinate a nuovi complessi insediativiServe un piano attuativo prima del progetto?
DNuovi insediamenti industriali o assimilatiIl Suo uso è compatibile con la destinazione produttiva?
EUsi agricoli; dove il frazionamento richiede nuovi insediamenti, il decreto li tratta come zona CQuali requisiti agricoli e aziendali richiede la disciplina locale?
FAttrezzature e impianti di interesse generaleQuale attrezzatura è prevista e con quali modalità?

Le zone omogenee del decreto

A
Destinazione nel decreto, in sintesi
Agglomerati di valore storico, artistico o ambientale e contesto integrato
Domanda per l’acquisto
Quali trasformazioni ammettono le norme di tutela?
B
Destinazione nel decreto, in sintesi
Parti totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle A
Domanda per l’acquisto
Il vuoto tra edifici ha capacità autonoma disponibile?
C
Destinazione nel decreto, in sintesi
Aree destinate a nuovi complessi insediativi
Domanda per l’acquisto
Serve un piano attuativo prima del progetto?
D
Destinazione nel decreto, in sintesi
Nuovi insediamenti industriali o assimilati
Domanda per l’acquisto
Il Suo uso è compatibile con la destinazione produttiva?
E
Destinazione nel decreto, in sintesi
Usi agricoli; dove il frazionamento richiede nuovi insediamenti, il decreto li tratta come zona C
Domanda per l’acquisto
Quali requisiti agricoli e aziendali richiede la disciplina locale?
F
Destinazione nel decreto, in sintesi
Attrezzature e impianti di interesse generale
Domanda per l’acquisto
Quale attrezzatura è prevista e con quali modalità?

Fonte: DM 1444/1968, art. 2. Le sottozone e le equivalenze locali si leggono nella legenda e nelle NTA comunali.

La sottozona conta quanto la lettera: può richiedere una trasformazione coordinata oppure ammettere intervento diretto. Una linea di piano o una pratica precedente possono rendere inapplicabile al Suo terreno la risposta ottenuta dal vicino.

Il tecnico deve consultare anche le fonti competenti sui vincoli paesaggistici e di rischio. Per organizzare la verifica consulti la guida al PAI e al rischio di frane e alluvioni. Finché un documento manca, quel controllo resta aperto.

Cosa si può costruire su un terreno agricolo in zona E

In zona E occorre verificare le regole regionali e comunali per l’intervento richiesto e per chi lo propone. Comprare un fondo non equivale a dimostrare la necessità agricola di una nuova abitazione.

L’art. 7, punto 4, del DM 1444/1968 prescrive per le abitazioni una densità fondiaria massima di 0,03 m³/m². È un tetto del decreto per i piani, non un indice attribuito automaticamente a ogni proprietario. Non sostituisce le condizioni agricole, le superfici minime o le limitazioni locali.

In Toscana l’art. 73 della LR 65/2014, testo coordinato consente nuovi edifici rurali all’imprenditore agricolo soltanto se necessari all’attività e dà priorità al recupero degli edifici esistenti.

Per le nuove abitazioni ammesse dai piani richiede un programma aziendale presentato dall’imprenditore agricolo professionale (IAP), la dimostrazione della necessità e l’impegno a mantenere superfici minime in produzione. L’art. 74 della stessa LR 65/2014 disciplina il programma e la convenzione o l’atto d’obbligo. È un esempio toscano, non una regola nazionale.

Una casa nuova, un annesso per l’azienda e il recupero di un edificio esistente seguono regole diverse. Per un annesso agricolo chieda la norma che consente l’uso desiderato. Il tecnico deve classificare anche eventuali strutture leggere o mobili.

Verifichi se i requisiti agricoli siano compatibili con la Sua attività. Coordini separatamente la verifica della prelazione agraria con il notaio.

Distanze, altezza e piano attuativo: perché il volume non basta

Il progetto deve rientrare nell’ingombro consentito. Deve inoltre seguire la procedura richiesta dalle norme applicabili. Un lotto stretto o attraversato da fasce di rispetto può non accogliere la casa immaginata.

Schema concettuale: lotto pianeggiante cintato da muri a secco, con il volume della casa progettata in terracotta, fasce di distanza dai confini e dalla strada, casa vicina e olivi.
Schema concettuale: la cubatura teorica deve trovare posto nel lotto rispettando distanze e altezza; le linee non rappresentano misure reali.

Fonte: TerrenoCheck, schema concettuale

L’art. 9 del DM 1444/1968 prescrive, per i nuovi edifici nelle zone diverse dalla A, 10 metri fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, nel quadro delle condizioni ed eccezioni previste. Non è una distanza universale dal confine né dal ciglio stradale. Il tecnico deve leggere anche disciplina regionale, NTA, regolamento edilizio e regime dell’intervento concreto.

Per l’altezza chieda una sezione con terreno e quote di progetto secondo il riferimento prescritto. In pendenza i piani visibili dalla strada possono ingannare. L’art. 8 del DM 1444/1968 stabilisce regole differenti per le zone; la verifica non si risolve scegliendo un’altezza comoda per il calcolo.

Dal volume teorico al progetto
VerificaDocumento o risposta da ottenere
Distanze da edifici e confiniSchema quotato con norma applicata a ciascun lato
Strada e accessoClassificazione, fascia pertinente e fattibilità dell’ingresso
Altezza, copertura e permeabilitàSezioni e superfici calcolate con le definizioni locali
Piano attuativoPerimetro, approvazione, efficacia e disciplina del lotto
Convenzione urbanisticaTesto firmato, obblighi, opere e costi ancora da sostenere

Dal volume teorico al progetto

Distanze da edifici e confini
Documento o risposta da ottenere
Schema quotato con norma applicata a ciascun lato
Strada e accesso
Documento o risposta da ottenere
Classificazione, fascia pertinente e fattibilità dell’ingresso
Altezza, copertura e permeabilità
Documento o risposta da ottenere
Sezioni e superfici calcolate con le definizioni locali
Piano attuativo
Documento o risposta da ottenere
Perimetro, approvazione, efficacia e disciplina del lotto
Convenzione urbanistica
Documento o risposta da ottenere
Testo firmato, obblighi, opere e costi ancora da sostenere

Fonte: DM 1444/1968, artt. 8–9; DPR 380/2001, art. 12; per un esempio regionale di disciplina attuativa, LR Veneto 11/2004, artt. 19–20. La tabella organizza l’incarico tecnico.

Il piano attuativo dettaglia come trasformare un comparto; la convenzione disciplina gli impegni collegati, secondo la disciplina applicabile. Acquisisca il testo, gli obblighi residui e la copertura delle opere eventualmente condivise con altri proprietari.

Una condotta nella strada non significa che ci si possa allacciare. Chieda preventivi delle opere necessarie e chiarisca quali obblighi convenzionali passerebbero a Lei.

Piano adottato e approvato: quanto dura la salvaguardia

Un piano adottato può incidere sulla domanda di permesso prima della sua approvazione. La verifica comprende lo strumento efficace e le previsioni adottate, con i rispettivi atti e date.

Il Comune deve indicare deliberazione e adempimenti che determinano l’efficacia secondo la legge regionale. Il nome del file «nuovo piano» non ne stabilisce lo stato giuridico.

Se il piano adottato cambia la destinazione, faccia indicare contrasto e conseguenze sulla pratica. Scaduta la salvaguardia, restano da verificare il piano eventualmente approvato, le altre discipline e i presupposti del permesso.

Conservi date di adozione, fine pubblicazione e trasmissione, quando rilevanti. Il parere deve precisare data di riferimento e condizioni di aggiornamento. Ricontrolli prima del rogito: una variante può intervenire durante l’acquisto.

Permesso, SCIA o CILA: cosa chiedere prima della caparra

La procedura edilizia dipende dalla classificazione dell’intervento; non rende ammissibile un uso che il piano esclude. Per una nuova casa il riferimento ordinario è il permesso, ferme le ipotesi di SCIA alternativa previste dalla legge.

Titoli e comunicazioni nel DPR 380/2001
ProceduraAmbito essenzialeRiferimento
Permesso di costruireNuova costruzione e altre trasformazioni previste dalla leggeDPR 380/2001, testo pubblicato dalla Protezione Civile, art. 10, c. 1, lett. a
SCIA ordinariaFra i casi previsti: manutenzione straordinaria e restauro sulle parti strutturali, ristrutturazione fuori dai casi soggetti a permessoDPR 380/2001, art. 22; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. f
SCIA alternativa al permessoInterventi specificamente ammessi, comprese determinate nuove costruzioni disciplinate da piani dettagliatiDPR 380/2001, art. 23; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. g
CILAPercorso residuale per opere fuori dagli elenchi di edilizia libera, permesso e SCIA, con asseverazione tecnicaDPR 380/2001, art. 6-bis; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. c

Titoli e comunicazioni nel DPR 380/2001

Permesso di costruire
Ambito essenziale
Nuova costruzione e altre trasformazioni previste dalla legge
SCIA ordinaria
Ambito essenziale
Fra i casi previsti: manutenzione straordinaria e restauro sulle parti strutturali, ristrutturazione fuori dai casi soggetti a permesso
Riferimento
DPR 380/2001, art. 22; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. f
SCIA alternativa al permesso
Ambito essenziale
Interventi specificamente ammessi, comprese determinate nuove costruzioni disciplinate da piani dettagliati
Riferimento
DPR 380/2001, art. 23; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. g
CILA
Ambito essenziale
Percorso residuale per opere fuori dagli elenchi di edilizia libera, permesso e SCIA, con asseverazione tecnica
Riferimento
DPR 380/2001, art. 6-bis; D.Lgs. 222/2016, art. 3, lett. c

Fonte: atti ufficiali collegati; quadro orientativo da applicare con la disciplina regionale e gli altri assensi necessari. Il testo originario della Protezione Civile è richiamato soltanto per la nuova costruzione dell’articolo indicato.

Chieda al professionista di separare la fattibilità urbanistica dalle autorizzazioni ulteriori e dalle condizioni tecniche. Per un edificio esistente servono anche pratiche pregresse e riscontro sul posto: approfondisca la guida agli abusi edilizi. Il progetto di recupero non può basarsi soltanto sulla sagoma in mappa.

Consegni al notaio il parere scritto e l’elenco delle questioni aperte. Se acquista soltanto per costruire quel progetto, faccia definire quali verifiche debbano riuscire, chi le svolga e cosa accada alle somme versate. La guida a preliminare e caparra aiuta a preparare il confronto; una formula generica di «salvo verifiche» può lasciare incerto l’accordo.

Quando si muovono i soldi

  1. 1Proposta d’acquisto

    Che cosa si paga

    eventuale somma prevista nel testo, con natura e custodia da chiarire

    Se va male

    l’impegno nasce prima di sapere se il progetto è ammesso

    Da chiudere prima

    identificazione del lotto, parere iniziale e condizioni per gli accertamenti aperti

  2. 2Preliminare e caparra

    Che cosa si paga

    caparra o acconto pattuiti e spese concordate

    Se va male

    contestazione sulle somme perché manca capacità residua o attuazione del piano

    Da chiudere prima

    parere sul progetto, calcolo documentato e gestione contrattuale degli esiti

  3. 3Rogito dal notaio

    Che cosa si paga

    saldo, imposte e spese residue

    Se va male

    acquisto a prezzo edificabile con condizioni ancora irrisolte

    Da chiudere prima

    aggiornamento del piano, documenti richiesti e obblighi convenzionali individuati

Terreno edificabile: come capire cosa si può costruire

https://terrenocheck.it/it/guida/cosa-costruire-prg-puc-edificabilita

Lista di controllo

Prima della caparra su un terreno su cui costruire

Questa guida è informazione generale, non consulenza legale, notarile, catastale, tecnica o fiscale. Il dossier TerrenoCheck è un controllo preliminare delle fonti pubbliche: non verifica proprietà, titolo, gravami né il diritto di costruire. Il caso concreto va verificato con un professionista italiano.

Fonti (16)

Fonti verificate il 15 ottobre 2026.

  1. Camera dei deputati, DM 1444/1968, artt. 1, 2, 7–9 · verificata il
  2. Gazzetta Ufficiale, Intesa 20 ottobre 2016, allegato A, definizioni uniformi · verificata il
  3. Gazzetta Ufficiale, DPR 380/2001, art. 12 · verificata il
  4. Gazzetta Ufficiale, D.Lgs. 222/2016, art. 3: DPR 380/2001, artt. 6-bis, 22 e 23 · verificata il
  5. Dipartimento della Protezione Civile, DPR 380/2001, testo originario, art. 10, c. 1, lett. a · verificata il
  6. Regione Campania, LR 16/2004, art. 22, testo coordinato · verificata il
  7. Regione Liguria, Piani urbanistici comunali e LR 36/1997 · verificata il
  8. Regione Sardegna, LR 45/1989, art. 19, testo coordinato 8 agosto 2024 · verificata il
  9. Regione Emilia-Romagna, LR 24/2017, artt. 3, 30, 31 e 80 · verificata il
  10. Regione Emilia-Romagna, Bandi e riparto finanziamenti PUG e piani di area vasta · verificata il
  11. Consiglio regionale Lombardia, LR 12/2005, art. 7 · verificata il
  12. Consiglio regionale Veneto, LR 11/2004, artt. 12, 19, 20 e 45 · verificata il
  13. Regione Toscana, LR 65/2014, artt. 73, 74 e 79, testo coordinato · verificata il
  14. Gazzetta Ufficiale, codice civile, art. 1326 · verificata il
  15. Roma Capitale, Guida CDU e visure PRG, maggio 2015 · verificata il
  16. Regione Piemonte, Centri storici e aree individuate ai sensi dell’art. 24 della LR 56/1977 · verificata il

Domande frequenti

Come capire se un terreno è edificabile prima di comprarlo?

Chieda gli identificativi catastali, il CDU, le tavole e le norme comunali applicabili. Un geometra o architetto deve confrontarle con l’intervento che desidera, verificando piano adottato, capacità già utilizzata, lotto minimo, distanze e vincoli. Ottenga un parere scritto prima di impegnarsi: il colore della mappa o l’aggettivo nell’annuncio non spiegano se quel progetto sia realizzabile.

Si può costruire una casa su terreno agricolo senza essere IAP?

La risposta dipende dalla Regione, dal piano comunale e dal tipo di intervento. La destinazione agricola, da sola, non dà diritto a costruire una casa privata. Per esempio, l’art. 73 della LR Toscana 65/2014, testo coordinato richiede, per le nuove abitazioni rurali ammesse, un programma aziendale dell’imprenditore agricolo professionale e altre condizioni. Recupero di edifici e annessi richiedono verifiche distinte.

Come si calcola la cubatura edificabile di un terreno?

Con un indice volumetrico si moltiplica la superficie ammessa dalle norme per il relativo indice, poi si sottrae il volume già computabile e si ricostruiscono gli eventuali asservimenti. Se l’indice è espresso in superficie, il risultato resta una superficie. Legga le definizioni locali e l’Intesa 20 ottobre 2016, allegato A: IF e IT considerano basi diverse e comprendono l’edificato esistente.

Che differenza c’è tra PRG, PUC, PUG e PGT?

Sono nomi di strumenti urbanistici definiti nei diversi ordinamenti regionali. PUC è usato, per esempio, in Campania, Liguria e Sardegna; PUG in Emilia-Romagna; PGT in Lombardia. In Veneto occorre distinguere PAT e PI. Il nome serve a trovare i documenti: per il Suo terreno contano lo strumento effettivamente efficace, le varianti adottate e le norme operative della zona.

Se il nuovo PRG è adottato posso costruire con quello vecchio?

Non basta essere conformi al vecchio piano. Quando il progetto contrasta con uno strumento adottato, l’art. 12, c. 3, del DPR 380/2001 sospende le determinazioni sulla domanda di permesso. La salvaguardia cessa dopo tre anni dall’adozione, oppure cinque se lo strumento è stato sottoposto all’amministrazione competente entro un anno dalla conclusione della pubblicazione. Il tecnico deve verificare gli atti e il caso concreto.