Comprare un rudere: quando si può ricostruire

Un rudere può essere ricostruito come ristrutturazione se la consistenza precedente è accertabile, ma prima della caparra occorre verificare anche stato legittimo, uso ammesso e vincoli.

Contorno catastale della particella di esempio a Diano San Pietro (Imperia)Sagoma catastale della particella di esempio in arancione, con le particelle confinanti in grigio.

50 m

Particella di esempio · Diano San Pietro (Imperia)

D298A000700.444 · 1.247 m²

Particelle confinanti

Particella del dossier di esempio a Diano San Pietro, in provincia di Imperia.Esempio, non verifica di proprietà né di edificabilità.

Fonte: Geometria catastale: Agenzia delle Entrate, licenza CC BY 4.0 · letta il 18 ottobre 2026

Indice
  1. Si può ricostruire un rudere? La preesistente consistenza
  2. Come dimostrare la consistenza precedente di un rudere
  3. Rudere accatastato F/2: che cosa significa unità collabente
  4. Stato legittimo del rudere: Salva Casa e fabbricati ante 1967
  5. Rudere in zona agricola: ristrutturazione o nuova costruzione
  6. Ricostruire un rudere vincolato o in centro storico
  7. Permesso di costruire o SCIA per ricostruire un rudere
  8. Quando la ristrutturazione è «pesante»
  9. Rudere prima casa: che cosa chiarire prima di contare sul beneficio
  10. Comprare un rudere: controlli prima della caparra

In breve

  • Chieda prove dell’edificio precedente prima di attribuire un prezzo al volume da recuperare.
  • La categoria F/2 descrive il fabbricato al catasto; non autorizza la ricostruzione.
  • In zona agricola verifichi separatamente recupero, destinazione abitativa e requisiti richiesti al proprietario.
  • Faccia definire verifiche e condizioni contrattuali prima di firmare la proposta.

art. 3

Il requisito per il ripristino

Occorre poter accertare l’edificio precedente.

DPR 380/2001, art. 3, c. 1, lett. d)

F/2

Unità collabente

Iscrizione identificativa senza attribuzione di rendita.

DM 28/1998, art. 3, c. 2, lett. b)

9-bis

La storia da ricostruire

Titoli edilizi e prove storiche nei casi ammessi.

DL 69/2024, art. 1, testo coordinato con L. 105/2024

art. 146

Un assenso distinto

L’autorizzazione richiesta precede i lavori.

D.Lgs. 42/2004, art. 146

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Si può ricostruire un rudere? La preesistente consistenza

Fotografie storiche, elaborati approvati e tracce dei muri possono raccontare edifici diversi. Il tecnico deve ricostruire un quadro documentato delle dimensioni e della configurazione precedenti, distinguendo ciò che risulta dalle prove da ciò che è soltanto ipotizzato.

La regola è nell'art. 3, comma 1, lettera d), DPR 380/2001: conta poter ricostruire documentalmente ciò che esisteva. Il testo è riportato anche nella sentenza 86/2026 della Corte costituzionale, punto 9.1.1. Una sagoma visibile sulla mappa può localizzare il fabbricato senza dimostrarne altezza, volume e configurazione.

Descriva al tecnico l’obiettivo reale: abitazione, deposito o altro uso. Chieda quale parte del fabbricato sia documentabile e quale intervento risulti sostenibile sulla base delle prove. La risposta deve riferirsi al Suo progetto, non a un generico «recupero possibile».

TerrenoCheck organizza dati pubblici e domande da approfondire: il controllo preliminare non è una due diligence né verifica proprietà, titoli o diritto di costruire. Per decidere servono l’indagine tecnica e la valutazione contrattuale dei professionisti incaricati.

Quando si muovono i soldi

  1. 1Proposta d’acquisto

    Che cosa si paga

    somma eventualmente prevista dal testo

    Se va male

    obbligo assunto mentre il volume è ancora incerto

    Da chiudere prima

    identificazione del rudere e primo esame delle prove; il contratto deve indicare controlli ancora necessari, chi li esegue, scadenze e conseguenze degli esiti negativi sulle somme versate

  2. 2Preliminare e caparra

    Che cosa si paga

    caparra o acconto concordati

    Se va male

    controversia se la casa promessa non è autorizzabile

    Da chiudere prima

    relazione tecnica e uso ammesso; lacune chiarite oppure indicate per iscritto come irrisolte; accordo scritto su quando la caparra viene trattenuta o restituita

  3. 3Rogito dal notaio

    Che cosa si paga

    saldo, imposte e spese residue

    Se va male

    acquisto di un bene diverso da quello valutato

    Da chiudere prima

    controlli notarili su titoli, pesi e diritti di accesso; documenti aggiornati, condizioni soddisfatte e trattamento fiscale dell’acquisto ricontrollato

Parta dalle misure sostenute dai documenti, poi faccia verificare se la storia edilizia le giustifica. Su questa base il tecnico potrà confrontare l’uso desiderato con le regole locali e le tutele; solo alla fine potrà indicare la procedura per le opere.

Ricostruire un rudere: quattro verifiche in ordine

Il rudere si può ricostruire?

  1. Consistenza provataL’art. 3 chiede di accertare la consistenza dell’edificio crollato: catasto, mappe storiche, foto e atti possono concorrere a documentarne sagoma e volume
  2. Stato legittimoTitoli edilizi o, per gli edifici anteriori all’obbligo del titolo, catasto di primo impianto e documenti d’epoca (art. 9-bis)
  3. Piano e vincoliZona, norme del piano (NTA), vincoli paesaggistici e rischio di frane e alluvioni (PAI) dicono se e come si ricostruisce; per gli edifici tutelati e, salvo diverse previsioni di legge o del piano, in zona A e nei centri storici, per restare ristrutturazione vanno conservati sagoma, prospetti, sedime e volume (art. 3)
  4. Titolo edilizioIl tecnico indica se basta una SCIA o serve il permesso di costruire (artt. 10, 22 e 23)
Ogni passaggio presuppone il precedente: senza la prova della consistenza la ricostruzione non vale come ristrutturazione e va valutata come nuova costruzione.

Fonte: DPR 380/2001, artt. 3, 9-bis, 10, 22 e 23; D.Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) (verificata il 25 ottobre 2026)

Come dimostrare la consistenza precedente di un rudere

Serve un fascicolo coerente, capace di collegare il fabbricato storico ai resti presenti sul terreno. Il tecnico deve motivare la ricostruzione delle dimensioni e distinguere le misure dimostrate dalle supposizioni.

Per ogni documento conservi data, provenienza e riferimento all’immobile. Se le particelle sono cambiate, chieda il collegamento fra identificativi storici e attuali. Una fotografia autentica di un edificio vicino non diventa prova del Suo rudere perché le murature si assomigliano.

Prove dell’edificio precedente
ProvaChe cosa mostraDove reperirlaLimite
Titoli e disegni approvatiDimensioni e opere assentiteArchivio edilizio comunaleNon provano che tutto sia stato eseguito così
Mappe e catasto storicoPosizione, impronta e trasformazioni registrateArchivio catastale, archivio di StatoPossono non mostrare altezza e volume
Fotografie datateFacciate, copertura, apertureProprietario e archivi localiServono provenienza e riferimenti riconoscibili
Riprese aeree storichePresenza e cambiamenti nel tempoGeoportale regionale e archivi di voloVegetazione e risoluzione possono nascondere parti
Rilievo dei restiMuri, quote e tracce costruttiveSopralluogo del tecnicoI resti non provano da soli le parti perdute
Atti con allegatiDescrizioni e collegamenti fra beniNotaio, archivio notarile, venditoreUna descrizione generica non determina la volumetria

Fonte: requisito dell'art. 3, comma 1, lettera d), DPR 380/2001 e documenti probanti richiamati dall'art. 9-bis nelle note al DL 69/2024 coordinato. La tabella è una traccia di lavoro, non un elenco di prove sempre sufficienti.

Faccia produrre un disegno comparativo con impronta, altezze e copertura desunte dalle fonti. Ogni misura ricostruita dovrebbe avere accanto il documento che la sostiene. Se due fonti divergono, la relazione deve spiegare perché una è attendibile o lasciare aperta la questione.

Non faccia ripulire o demolire i resti per facilitare la visita senza un esame preventivo. Potrebbe perdere tracce utili, oltre a creare problemi di sicurezza o autorizzazione. Il rilievo va organizzato senza entrare in strutture instabili: prima viene la sicurezza del sopralluogo.

Schema concettuale: rudere in pietra su un versante terrazzato con olivi, muri superstiti pieni e parti perdute tratteggiate, treppiede, foglio di mappa e sentiero.
Schema concettuale: i muri pieni rappresentano i resti; l’involucro tratteggiato rappresenta la consistenza precedente da documentare, non un progetto approvato.

Fonte: TerrenoCheck, schema concettuale

Rudere accatastato F/2: che cosa significa unità collabente

F/2 è una categoria catastale per l’unità collabente, non un certificato di ricostruibilità. L’iscrizione identifica una costruzione fortemente degradata senza attribuirle una rendita catastale.

Il riferimento è il DM 28/1998, art. 3, comma 2, lettera b). Dire «rendita zero» è una scorciatoia: la formulazione corretta è assenza di attribuzione della rendita. Non ne deduca automaticamente un’assenza di imposte sul bene o sull’operazione.

Chieda visura attuale e storica, data della variazione e documentazione tecnica alla base del passaggio a collabente. Confronti l’unità con ciò che vede sul posto. Se l’annuncio include un corpo separato o un’area esterna, faccia chiarire come siano identificati e se siano compresi nel prezzo.

Faccia distinguere nel fascicolo l’edificio dal terreno circostante. La categoria del fabbricato non descrive automaticamente destinazione e regole di tutto il fondo. Se è venduto con terreno agricolo, chieda al notaio anche quali verifiche richiedano occupazione e prelazione agraria.

Stato legittimo del rudere: Salva Casa e fabbricati ante 1967

Provare le dimensioni del vecchio edificio non significa provare che fossero legittime. Lo stato legittimo richiede una ricostruzione della storia edilizia secondo le fonti ammesse dalla legge.

Dopo il Salva Casa, l'art. 9-bis, comma 1-bis, DPR 380/2001, riprodotto nelle note al DL 69/2024 coordinato con L. 105/2024 consente di partire dal titolo originario o da quello relativo all’ultimo intervento sull’intero immobile o unità, alle condizioni previste. Per quest’ultima strada conta che l’amministrazione abbia verificato la legittimità dei titoli precedenti. Vanno integrati i successivi interventi parziali. Le linee guida MIT, Stato legittimo degli immobili chiariscono la lettura della verifica dei titoli pregressi.

Per immobili costruiti quando non occorreva un titolo, la norma ammette informazioni catastali di primo impianto e altri documenti probanti. Non trasforma però l’assenza di una pratica in prova che la pratica non fosse necessaria. Il tecnico deve prima accertare l’obbligo vigente nel luogo e nel periodo della costruzione.

Fase della storiaVerifica richiesta
Costruzione originariaData, localizzazione e obbligo di licenza dell’epoca
Trasformazioni successiveTitoli, elaborati e corrispondenza con le opere
Eventuali regolarizzazioniProcedimento applicato, esito e condizioni soddisfatte
Stato attualeConfronto documentato fra storia ricostruita e resti

Fonte: DL 69/2024 coordinato, art. 1 e note sull’art. 9-bis.

L’espressione «ante 1967» va quindi verificata. La L. 765/1967, art. 10 estese l’obbligo di licenza nell’intero territorio comunale. Prima potevano già applicarsi obblighi nei centri abitati e disposizioni locali: un fabbricato rurale non è automaticamente regolare perché vecchio. Soprattutto, un ampliamento successivo non acquisisce la data del nucleo originario.

Rudere in zona agricola: ristrutturazione o nuova costruzione

La ricostruzione documentata di un fabbricato e la realizzazione di una nuova casa sul terreno sono questioni diverse. Se manca una consistenza accertabile, non può dare per acquisito il percorso della ristrutturazione: occorre valutare il progetto secondo le regole della nuova costruzione.

La distinzione deriva dalle categorie dell'art. 3 DPR 380/2001. La Corte costituzionale, sentenza 86/2026, punto 9.1.2 richiama la continuità fra edificio precedente e intervento. «C’era qualcosa» non equivale a un volume liberamente spendibile.

Ristrutturazione e nuova costruzione
SituazionePercorso da verificareDomanda decisiva
Edificio precedente accertabileRipristino come ristrutturazioneQuali parti e quale uso sono legittimi?
Impronta nota, volume non provatoNuova costruzione da valutareIl piano ammette il progetto sul terreno?
Ex deposito da trasformare in casaRecupero più verifica del cambio d’usoLa residenza è consentita qui?
Fabbricato tutelato o nel centro storicoRecupero con disciplina specificaQuali caratteristiche vanno conservate?

Fonte: DPR 380/2001, art. 3; il percorso resta subordinato a norme regionali, piano e assensi necessari.

In zona agricola il tecnico deve leggere le norme comunali rispetto all’uso richiesto e ai requisiti del richiedente. Una nuova abitazione può essere riservata alle esigenze dell’impresa agricola e risultare impossibile per un acquirente che non le soddisfa. Non esiste però una regola nazionale secondo cui ogni non agricoltore possa, o non possa, recuperare qualsiasi edificio rurale. Approfondisca PRG, PUC e usi consentiti.

Un esempio concreto viene dal Piemonte. Il parere regionale sul recupero dei rustici del 4 dicembre 2025 riporta la disciplina regionale: edifici esistenti delimitati da tamponamenti almeno su tre lati, identificati catastalmente, con specifiche funzioni pregresse; sono esclusi i prefabbricati. Il parere richiama condizioni su urbanizzazioni o sistemi alternativi conformi. È un chiarimento generale, non un assenso per un rudere concreto, e non vale nelle altre regioni.

Ricostruire un rudere vincolato o in centro storico

La tutela del fabbricato e la localizzazione storica possono restringere la ricostruzione, anche quando il volume è documentato. Il tecnico deve individuare il regime preciso, non limitarsi alla parola «vincolo» sulla mappa.

L'art. 3, comma 1, lettera d), DPR 380/2001 prevede, per i casi tutelati indicati e per le zone A, i centri e nuclei storici e gli ambiti di particolare pregio, la conservazione di sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche precedenti, senza aumenti di volume, facendo salve le previsioni normative e urbanistiche richiamate. Sono nozioni concrete: involucro, facciate e posizione dell’edificio sul terreno.

Per gli edifici situati nelle aree tutelate dagli artt. 136, comma 1, lettere c) e d), e 142 del D.Lgs. 42/2004, richiamati nella sentenza 86/2026, punto 9.1.1, la regola è meno rigida. Il solo vincolo d’area non obbliga a ricostruire con sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche identici a quelli precedenti perché l’intervento resti una ristrutturazione.

Restano necessari l’accertamento della consistenza precedente, il rispetto delle norme e dei piani applicabili, delle eventuali ulteriori tutele dell’edificio e della disciplina dei centri storici, nonché il titolo edilizio e l’autorizzazione paesaggistica quando dovuti.

VerificaDocumento da chiedere
Forma e posizione ammesseConfronto fra progetto, norme e edificio precedente
PaesaggioAtto di tutela, piano e assenso necessario
StruttureValutazione dei resti e impostazione del progetto
Versante e acqueLettura dei vincoli e degli studi pertinenti al sito

Fonte: Atti ufficiali citati nella tabella

L'art. 146 D.Lgs. 42/2004 richiede di acquisire l’autorizzazione paesaggistica, quando dovuta, prima dei lavori; è distinta dal titolo edilizio. Il progetto deve comprendere anche accesso di cantiere, scavi e sistemazioni esterne. Legga la guida al vincolo paesaggistico.

La regolarizzazione successiva non è una soluzione da presumere. L'art. 167, comma 4, D.Lgs. 42/2004 circoscrive l’accertamento di compatibilità, in particolare per opere senza creazione o aumento di superfici utili o volumi, oltre agli altri casi elencati. Per difformità esistenti occorre valutare anche le eventuali procedure speciali applicabili, compreso l'art. 36-bis introdotto dal Salva Casa, senza prometterne l’esito.

Permesso di costruire o SCIA per ricostruire un rudere

Il titolo dipende dalle opere progettate. La Corte costituzionale, sentenza 86/2026, punto 9.2 distingue questi percorsi:

  • SCIA ordinaria: per la ristrutturazione che non rientra nei casi «pesanti», secondo l'art. 22, comma 1, lettera c), DPR 380/2001. La SCIA è una segnalazione certificata di inizio attività; non sostituisce gli altri assensi dovuti.
  • Permesso di costruire: per la nuova costruzione e la ristrutturazione «pesante», secondo l'art. 10, comma 1, lettere a) e c); i casi pesanti sono elencati sotto.
  • SCIA alternativa al permesso, lettera a): per la ristrutturazione «pesante», cioè gli interventi che altrimenti richiederebbero il permesso secondo l’art. 10, comma 1, lettera c). È uno dei tre soli casi previsti dall'art. 23, comma 01.
  • SCIA alternativa, lettera b): per la nuova costruzione o la ristrutturazione urbanistica disciplinata da un piano attuativo con precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui presenza sia stata dichiarata dal Comune. Non basta che esista un piano comunale.
  • SCIA alternativa, lettera c): per la nuova costruzione in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali che contengono precise disposizioni plano-volumetriche.

Quando la ristrutturazione è «pesante»

  • L’edificio diventa in tutto o in parte diverso e cambia anche il volume complessivo.
  • In zona A cambia la destinazione d’uso.
  • In un immobile tutelato cambiano forma esterna, volume o facciate.
  • Nelle aree paesaggistiche indicate dalla norma si demolisce e ricostruisce, o si ripristina un edificio crollato, cambiando forma, facciate, posizione sul terreno, configurazione o tipo dell’edificio, oppure aumentando il volume.

Chieda al tecnico di motivare la scelta rispetto al progetto concreto e alle condizioni locali. Il titolo edilizio non sostituisce l’autorizzazione paesaggistica o gli adempimenti strutturali richiesti.

Rudere prima casa: che cosa chiarire prima di contare sul beneficio

Dal 2014 l’aliquota agevolata non dipende più dalle caratteristiche «di lusso»: vale per le case di abitazione accatastate in categorie diverse da A/1, A/8 e A/9. Se vende un privato, l’imposta di registro scende dal 9% al 2% (minimo 1.000 €) e le imposte ipotecaria e catastale sono di 50 € ciascuna (DPR 131/1986, Tariffa, parte I, art. 1 e nota II-bis; guida dell’Agenzia delle Entrate all’acquisto della casa). Un’unità F/2 non è censita come abitazione, quindi il beneficio non è automatico e va verificato sul caso concreto.

Porti al notaio visure attuali e storiche, documentazione della classificazione F/2, bozza dell’atto con fabbricato e terreni distinti e relazione tecnica sull’abitazione prevista e sugli assensi necessari. Chieda:

  • L’agevolazione prima casa può applicarsi a questo bene e con quali requisiti personali e dichiarazioni?
  • Quali documenti personali devo fornire e quali eventi successivi, modifiche del progetto o ritardi potrebbero incidere sul trattamento richiesto?
  • Quali imposte devo preventivare separatamente per fabbricato e terreno, e quali costi dei lavori e di possesso devo tenere fuori dalla stima dell’agevolazione sull’acquisto?

Comprare un rudere: controlli prima della caparra

Prima della proposta chiuda le questioni che possono farLe cambiare decisione; al preliminare disciplini ciò che resta da accertare. Al rogito servono documenti aggiornati e condizioni contrattuali effettivamente soddisfatte.

Dia al tecnico un incarico scritto per identificazione, archivi, rilievo e relazione di fattibilità riferita all’uso previsto. Chieda che separi fatti documentati, valutazioni da confermare con l’ufficio e informazioni mancanti. Il preventivo dovrebbe spiegare quali ricerche comprende e come vengono gestiti archivi incompleti o accessi difficili.

Esito della verificaDecisione prima di pagare
Prove coerenti e uso compatibileDefinire progetto, assensi e condizioni
Volume o legittimità ancora incertiCompletare l’indagine o concordare tutele precise
Solo nuova costruzione ipotizzabileRivalutare la fattibilità con le norme della zona
Progetto incompatibileRivedere l’obiettivo o interrompere la trattativa

Fonte: Atti ufficiali citati nella tabella

Il sentiero che arriva ai muri può essere insufficiente per il cantiere. Faccia verificare titolo di passaggio, tracciato e uso ammesso con la guida all'accesso e alle servitù. Chieda preventivi per allacci e utenze, includendo scarichi, attraversamenti e autorizzazioni: vedere una linea elettrica non dimostra che la connessione sia disponibile.

Faccia descrivere nel contratto l’obiettivo dell’acquisto e il modo di accertarlo. Condizioni, scadenze concordate e destino delle somme richiedono una formulazione professionale. Una formula vaga come «salvo verifiche» lascia aperto proprio il problema che dovrebbe risolvere. Se trova un rudere già compreso in un programma comunale, legga anche la guida alle case a un euro: bando e impegni accessori fanno parte della valutazione.

Comprare un rudere: quando si può ricostruire

https://terrenocheck.it/it/guida/rudere-diritti-ricostruzione

Lista di controllo

Prima della caparra su un rudere

Questa guida è informazione generale, non consulenza legale, notarile, catastale, tecnica o fiscale. Il dossier TerrenoCheck è un controllo preliminare delle fonti pubbliche: non verifica proprietà, titolo, gravami né il diritto di costruire. Il caso concreto va verificato con un professionista italiano.

Fonti (16)

Fonti verificate il 15 ottobre 2026.

  1. DPR 380/2001, art. 3, comma 1, lettera d) · verificata il
  2. DPR 380/2001, art. 10, testo vigente · verificata il
  3. DPR 380/2001, art. 22, comma 1, lettera c), testo vigente · verificata il
  4. DPR 380/2001, art. 23, comma 01, testo vigente · verificata il
  5. Corte costituzionale, sentenza 86/2026, punti 9.1.1–9.2 · verificata il
  6. Codice civile, art. 1326 · verificata il
  7. DM 28/1998, art. 3, comma 2, lettera b) · verificata il
  8. DL 69/2024, art. 1, coordinato con L. 105/2024, e testo dell’art. 9-bis DPR 380/2001 nelle note · verificata il
  9. L. 765/1967, art. 10 · verificata il
  10. D.Lgs. 42/2004, art. 146, testo pubblicato dal Consiglio regionale della Calabria · verificata il
  11. D.Lgs. 42/2004, art. 167, testo pubblicato dalla SABAP Umbria · verificata il
  12. Regione Piemonte, parere Recupero rustici, nuovi orizzontamenti nella sagoma, 4 dicembre 2025 · verificata il
  13. Dipartimento della Protezione Civile, classificazione sismica · verificata il
  14. DPR 380/2001, artt. 83 e 93, testo pubblicato dalla Protezione Civile · verificata il
  15. Camera dei deputati, scheda e iter A.C. 2826 · verificata il
  16. MIT, Linee guida Salva Casa, Stato legittimo degli immobili · verificata il

Domande frequenti

Si può ricostruire un rudere senza tetto?

La mancanza del tetto non esclude da sola il ripristino come ristrutturazione. Occorre poter accertare la consistenza precedente e verificare che edificio e interventi successivi abbiano una storia legittima. Faccia confrontare rilievo, fotografie e archivi con piano comunale e vincoli. Il tecnico deve spiegare quali misure sono documentate e quali rimangono ipotesi; la sola fotografia dell’annuncio non basta.

Un rudere accatastato F/2 è automaticamente ricostruibile?

No. La categoria identifica al catasto un’unità collabente senza attribuzione di rendita; non è un titolo edilizio. Chieda il documento che ha portato a quella classificazione e le pratiche comunali disponibili. La ricostruzione richiede una valutazione distinta della consistenza precedente, dello stato legittimo e delle regole applicabili al progetto. Anche il futuro uso abitativo va dimostrato come ammissibile.

Posso ricostruire un rudere in zona agricola senza essere agricoltore?

Non esiste una risposta nazionale valida per ogni terreno. Il recupero di un edificio documentato e la costruzione di una nuova abitazione seguono verifiche differenti. Regione e Comune possono porre condizioni sull’uso residenziale e sui requisiti del richiedente. Chieda una relazione riferita alla specifica particella e al Suo progetto, senza considerare il vecchio fabbricato una deroga automatica alla zona agricola.

Quale titolo edilizio serve per ricostruire un rudere?

Di norma serve il permesso di costruire se il progetto è nuova costruzione o ristrutturazione pesante, come definita dall'art. 10 DPR 380/2001; altrimenti basta una SCIA ordinaria per la ristrutturazione fuori da quei casi, ai sensi dell'art. 22, comma 1, lettera c). La SCIA alternativa al permesso è ammessa solo nei casi dell'art. 23, comma 01. Gli assensi paesaggistici dovuti restano distinti.

Che cosa portare al notaio per verificare la prima casa su un F/2?

Visure catastali attuali e storiche, la documentazione della classificazione F/2, la bozza dell’atto con fabbricato e terreni distinti e una relazione tecnica sull’abitazione che intende realizzare e sugli assensi necessari. Servono anche i documenti sui Suoi requisiti personali. Le domande da porre sono nella sezione Rudere prima casa; il risparmio entra nel budget solo dopo la conferma scritta del notaio.