Condominio in Italia: spese, millesimi e arretrati

Comprare un appartamento significa acquistare anche una quota delle parti comuni, delle decisioni e dei debiti dell’edificio. Ecco cosa controllare prima di firmare.

In breve

  • Prima di firmare, chieda verbali recenti e attestazione dei pagamenti e delle liti.
  • Chiarisca spese straordinarie deliberate e arretrati; la sola rata mensile non descrive l’impegno.
  • L’amministratore conferma i conti; il notaio o un legale verifica titolo e ripartizione degli obblighi nella vendita.
Indice
  1. Il condominio può nascere senza scartoffie
  2. Parti comuni: cosa presume l’articolo 1117
  3. Tabelle millesimali: utili, ma non magiche
  4. Cosa può approvare l’assemblea
  5. L’amministratore e i conti
  6. Il debito può seguire l’acquirente
  7. Condominio minimo: piccolo non significa informale
  8. Strada o pozzo condiviso: può essere comunione
  9. Un fascicolo pratico per chi compra

La parola condominio può far pensare a un’associazione ordinata, con un modulo di iscrizione. Non funziona così. È un rapporto giuridico legato all’edificio. Se più proprietari hanno unità separate e ci sono parti comuni collegate a quelle unità, il condominio nasce per legge. Non serve una firma.

Per chi compra, la domanda non è “quanto pago al mese?”, ma “quali lavori sono deliberati, quali quote sono scadute e quale debito può seguirmi dopo l’atto?”. Le risposte sono nell’atto di provenienza, nel regolamento di condominio, nelle tabelle millesimali, nei verbali dell’assemblea e nell’attestazione dei pagamenti dell’amministratore. Una ricerca che si ferma alla visura catastale si è fermata troppo presto.

Questa guida per l’acquirente non sostituisce un parere legale, notarile, contabile o tecnico. Il notaio esamina titolo e documenti della vendita; l’amministratore può confermare i conti. Per un debito contestato o una deroga alle regole di legge, serve un avvocato.

Il condominio può nascere senza scartoffie

La prima divisione della proprietà può far sorgere il condominio. Un costruttore possiede l’intero edificio, vende un appartamento e conserva gli altri. Da quel momento esistono unità in proprietà esclusiva e parti comuni a esse collegate. Il condominio esiste anche se nessuno ha nominato un amministratore, approvato un regolamento o preparato una cartella ordinata per l’agenzia immobiliare.

Per il rapporto condominiale di base non esiste un numero minimo di appartamenti. Un edificio con due proprietari è un condominio minimo. Se tutte le unità appartengono ancora a una sola persona, non c’è ancora un rapporto condominiale tra proprietari distinti.

Il rogito può però cambiare il quadro pratico. Può indicare un cortile privato, riservare l’uso esclusivo di una terrazza di copertura o stabilire una ripartizione contrattuale delle spese. Lo legga. La planimetria di un annuncio non è un titolo, e “non ci sono spese condominiali” può voler dire soltanto che i proprietari hanno sempre pagato in modo informale.

Parti comuni: cosa presume l’articolo 1117

L’articolo 1117 del Codice civile presume la proprietà comune, “salvo che il titolo disponga altrimenti”. L’elenco è ampio perché la legge considera le parti che rendono utilizzabili come un unico edificio unità separate.

Rientrano nella presunzione il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri, le travi, i tetti e i lastrici solari. Sono comuni anche ingressi, corridoi, portici, cortili e facciate, oltre alle aree destinate a parcheggio e ai locali per i servizi comuni.

Il terzo gruppo comprende gli impianti comuni: ascensori, pozzi, cisterne, impianti idrici e fognari, distribuzione centrale del gas e dell’elettricità, riscaldamento e raffrescamento centralizzati, impianti di ricezione e altre reti di comunicazione, fino alla diramazione nei casi previsti dalla norma verso la singola unità. L’articolo 1117 non risolve automaticamente ogni disputa su terrazza, giardino o tubazione. Contano titolo, configurazione fisica e destinazione.

Per questo un appartamento rurale può avere un vecchio pozzo che è parte comune del condominio, mentre un casale autonomo che condivide un pozzo con particelle vicine può trovarsi in una situazione di ordinaria comunione. L’etichetta dell’annuncio non decide la categoria giuridica.

Condominio o comunione?Un albero decisionale con 3 rami.Condominio o comunione?Qual è il bene condivisoe quanti proprietari lohanno?Unità separate nello stessoedificio con più di 1proprietarioCondominio secondo gli articoli1117–1139 del Codice civile; leparti comuni sono presunte e siapplicano le regole dell’assemblea.Se i partecipanti al condominiosono più di 8, la nominadell’amministratore diventaobbligatoria ai sensi dell’articolo1129; con 8 o meno partecipanti,la nomina è facoltativaDue proprietari di unitàseparateCondominio minimo secondo gliarticoli 1117–1139 del Codicecivile, con 2 partecipanti; nonscatta la sogliadell’amministratore previstadall’articolo 1129, ma le regolecondominiali continuano adisciplinare le decisioni sulle particomuni dell’edificioStrada rurale o pozzocondiviso in quote indivise,senza unità condominialiComunione secondo l’articolo1100; l’amministrazione ordinariasegue l’articolo 1105, mentreinnovazioni e atti eccedentil’ordinaria amministrazioneseguono l’articolo 1108
Qual è il bene condiviso e quanti proprietari lo hanno?
  1. Unità separate nello stesso edificio con più di 1 proprietarioCondominio secondo gli articoli 1117–1139 del Codice civile; le parti comuni sono presunte e si applicano le regole dell’assemblea. Se i partecipanti al condominio sono più di 8, la nomina dell’amministratore diventa obbligatoria ai sensi dell’articolo 1129; con 8 o meno partecipanti, la nomina è facoltativa
  2. Due proprietari di unità separateCondominio minimo secondo gli articoli 1117–1139 del Codice civile, con 2 partecipanti; non scatta la soglia dell’amministratore prevista dall’articolo 1129, ma le regole condominiali continuano a disciplinare le decisioni sulle parti comuni dell’edificio
  3. Strada rurale o pozzo condiviso in quote indivise, senza unità condominialiComunione secondo l’articolo 1100; l’amministrazione ordinaria segue l’articolo 1105, mentre innovazioni e atti eccedenti l’ordinaria amministrazione seguono l’articolo 1108
Il numero dei proprietari e il rapporto tra il bene e le unità indicano la disciplina da applicare. Le maggioranze dipendono dalla delibera: vanno verificati sia il numero dei partecipanti sia il valore dell’edificio.

Fonte: Normattiva, articoli 1100, 1105, 1108, 1117 e 1129 del Codice civile; Corte Suprema di Cassazione, Rassegna civile 2012

Tabelle millesimali: utili, ma non magiche

Le tabelle millesimali esprimono in millesimi il valore proporzionale di ogni unità. Servono per le votazioni e per distribuire le spese secondo le disposizioni del Codice civile applicabili. Una tabella può attribuire a un appartamento 84,50 millesimi, a un altro 116,20 e a un negozio 241,30. Non sono metri quadrati, una valutazione fiscale né una promessa sul valore di rivendita. Misurano il rapporto dell’unità con l’edificio ai fini condominiali.

Il primo comma dell’articolo 68 delle disposizioni di attuazione stabilisce che, salvo diversa indicazione del titolo, i valori proporzionali sono espressi in una tabella allegata al regolamento di condominio per gli scopi previsti dal Codice. L’articolo 69 consente la rettifica o la modifica all’unanimità e anche con la maggioranza prevista dall’articolo 1136, comma 2, quando i valori derivano da un errore oppure quando condizioni cambiate alterano di oltre un quinto il valore proporzionale di un’unità. Il costo della rettifica causata da una modifica fisica ricade su chi l’ha provocata.

Non consideri vincolante un foglio di calcolo solo perché in alto compare millesimi. Chieda chi lo ha preparato, se l’assemblea lo ha approvato, se è allegato al regolamento e se il rogito contiene una convenzione diversa. Una tabella allegata a un atto può avere valore contrattuale; una approvata come rappresentazione tecnica delle proporzioni esistenti è un’altra cosa.

Nella sentenza delle Sezioni Unite n. 18477/2010, la Corte descrive approvazione e revisione di una tabella meramente tecnica come un atto valutativo. Registri un rapporto preesistente senza modificare il valore della proprietà, quindi può bastare la maggioranza qualificata dell’articolo 1136, comma 2. L’unanimità resta necessaria per discostarsi dai criteri legali di ripartizione.

Per contestare una tabella serve un motivo: superficie errata, elemento strutturale ignorato, ampliamento successivo, numero di unità cambiato o ripartizione contrattuale contenuta nel titolo. Se il prezzo dell’acquisto dipende da una quota più bassa, faccia esaminare la tabella approvata e il titolo a un tecnico prima di fissare il valore dell’appartamento.

Cosa può approvare l’assemblea

Nell’assemblea si decidono bilanci annuali, riparazioni, amministratori e molte scelte costose. L’articolo 1136 non stabilisce una percentuale universale. Separi il quorum necessario per costituire la riunione dai voti necessari per approvare una delibera e distingua le questioni ordinarie da quelle che richiedono una maggioranza più forte.

In prima convocazione devono partecipare soggetti che rappresentano due terzi del valore dell’edificio e la maggioranza dei partecipanti. Una delibera ordinaria richiede poi la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore. In seconda convocazione, le soglie sono un terzo dei partecipanti e un terzo del valore; l’approvazione richiede la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore.

La scorciatoia della seconda convocazione non vale per ogni decisione seria. Nomina o revoca dell’amministratore, liti estranee ai suoi poteri ordinari, ricostruzione, riparazioni straordinarie di notevole entità e le altre materie dell’articolo 1136, comma 4, usano la maggioranza prevista dal comma 2 dello stesso articolo. In pratica, serve la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno metà del valore dell’edificio. “È passata in seconda convocazione” non basta come informazione.

Le innovazioni seguono una regola ulteriore. Il comma 1 dell’articolo 1120 riguarda opere destinate a migliorare o rendere più utile o produttiva una parte comune. L’articolo 1136, comma 5, richiede voti che rappresentino la maggioranza degli intervenuti all’assemblea e almeno due terzi del valore dell’edificio. Il comma 2 dell’articolo 1120 vieta innovazioni che danneggiano stabilità o sicurezza, alterano il decoro architettonico o rendono una parte comune inutilizzabile anche per un solo proprietario. Una percentuale alta non rende lecita un’opera vietata.

Il verbale dovrebbe indicare avviso di convocazione, presenti, deleghe, millesimi, punto all’ordine del giorno, votazione e delibera. Uno studio di fattibilità non equivale necessariamente all’approvazione dei lavori, mentre un fondo speciale può segnalare una spesa importante in arrivo.

“Ordinaria” e “straordinaria” non bastano per leggere una votazione: contano la convocazione, l’oggetto e due misure separate, il numero dei partecipanti e il valore dell’edificio.

OggettoRiferimento normativoVoto richiesto
Delibera ordinaria, prima convocazioneCostituzione: maggioranza dei partecipanti + 2/3 del valore dell’edificioApprovazione: maggioranza degli intervenuti + almeno 1/2 del valore dell’edificio
Delibera ordinaria, seconda convocazioneCostituzione: almeno 1/3 dei partecipanti + 1/3 del valoreApprovazione: maggioranza degli intervenuti + almeno 1/3 del valore
Amministratore, riparazione straordinaria rilevante o ricostruzioneL’approvazione usa l’articolo 1136, comma 2Maggioranza degli intervenuti + almeno 1/2 del valore dell’edificio
Innovazione ai sensi dell’articolo 1120, comma 1Articolo 1136, comma 5Maggioranza degli intervenuti + almeno 2/3 del valore dell’edificio

Fonte: Normattiva, articoli 1120 e 1136 del Codice civile

L’amministratore e i conti

La nomina di un amministratore è obbligatoria quando il condominio ha più di otto partecipanti: il primo comma dell’articolo 1129 del Codice civile affida in quel caso la nomina all’autorità giudiziaria se l’assemblea non vi provvede. Con otto o meno, i proprietari possono nominarlo, ma quel comma non li obbliga. In un edificio piccolo un proprietario può occuparsi della gestione pratica; l’assenza di un amministratore professionista non cancella né gli obblighi dell’edificio né i debiti comuni.

L’articolo 1130 affida all’amministratore un elenco preciso: eseguire le delibere, convocare l’assemblea annuale per i conti, regolare uso di parti e servizi comuni, riscuotere contributi, pagare manutenzione ordinaria e servizi, conservare le parti comuni, adempiere agli obblighi fiscali, tenere registro di anagrafe, verbali e registri contabili, conservare i documenti, rilasciare l’attestazione dei pagamenti e delle liti (numero 9) e redigere il rendiconto entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio (numero 10).

L’articolo 1130-bis indica cosa deve mostrare il rendiconto: entrate e uscite, situazione patrimoniale, fondi disponibili e riserve, in una forma controllabile subito. Comprende registro di contabilità, riepilogo finanziario e nota sintetica sui rapporti in corso e le questioni pendenti. Proprietari e titolari di diritti reali o di godimento possono consultare i documenti giustificativi e copiarli a proprie spese. Registri e documenti si conservano per 10 anni dalla registrazione, secondo il primo comma dell’articolo 1130-bis.

Il settimo comma dell’articolo 1129 obbliga inoltre l’amministratore a usare un conto corrente condominiale dedicato. Il proprietario può chiedere, tramite l’amministratore, di vedere ed estrarre copia degli estratti periodici a proprie spese. Non sono prerogative riservate a un comitato. Dopo il rogito l’acquirente è un condomino e può esercitarle. Prima del rogito deve ottenere i documenti tramite il venditore e inserire ogni punto irrisolto nel preliminare o nelle condizioni per il perfezionamento della vendita.

Non esiste una “quota condominiale” annuale nazionale. Un edificio con ascensore, riscaldamento centrale, portiere, assicurazione, giardino e lavori di facciata programmati non assomiglia a un edificio di due unità. Il compenso dell’amministratore è indicato nell’atto di nomina. Chieda il suo preventivo e i bilanci approvati, non la stima mensile dell’annuncio.

Per il rogito serve l’attestazione dei pagamenti, ma il rendiconto annuale e i documenti sottostanti mostrano se un certificato apparentemente regolare nasconde una decisione costosa già in preparazione.

Documento o contoRiferimento normativo o termineChe cosa dovrebbe mostrare
Attestazione dei pagamenti e delle litiArticolo 1130, comma 9L’amministratore comunica al condomino la situazione dei pagamenti e delle liti in corso
Rendiconto annualeEntro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizioEntrate, uscite, attività, spese, fondi, riserve, riepilogo finanziario, registro di contabilità e nota esplicativa
Fatture e registri giustificativiConservazione per 10 anniI proprietari e i titolari dei diritti previsti possono consultarli e copiarli a proprie spese
Estratti conto periodiciConto condominiale dedicatoIl proprietario può chiederne la consultazione e la copia tramite l’amministratore a proprie spese

Fonte: Normattiva, articoli 1129, 1130 e 1130-bis del Codice civile

Il debito può seguire l’acquirente

L’articolo 63, quarto comma, delle disposizioni di attuazione del Codice civile (R.D. 30 marzo 1942, n. 318) contiene la parte scomoda dell’acquisto: chi subentra nei diritti di un condomino risponde solidalmente con lui dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente. La promessa privata del venditore di pagare non vincola il condominio se quest’ultimo può agire contro l’acquirente in base alla norma.

L’esposizione non riguarda soltanto pulizia e quote mensili. Può comprendere un contributo approvato per lavori straordinari, se l’importo rientra nel periodo rilevante o resta non pagato. Il Consiglio Nazionale del Notariato invita l’acquirente a chiedere informazioni sulle spese straordinarie deliberate e a ottenere l’attestazione dell’amministratore. Il venditore resta obbligato in solido fino all’invio all’amministratore di una copia autentica dell’atto di trasferimento.

Ecco perché una ripartizione firmata nel contratto di vendita non basta. Può dare all’acquirente un diritto di rivalsa contro il venditore, ma non spegne il diritto del condominio previsto dalla legge. Una spesa imprevista può derivare dalla quota non pagata per tetto, ascensore, facciata o riscaldamento, discussa nei verbali ma non saldata prima del rogito.

Prima di firmare il rogito, chieda una recente attestazione dell’amministratore firmata ai sensi dell’articolo 1130, numero 9). Deve indicare la situazione dei pagamenti e le liti in corso. Chieda anche il bilancio preventivo corrente e il rendiconto approvato, le tabelle millesimali e il regolamento applicabili, i verbali che registrano lavori straordinari, l’elenco dei pagamenti già eseguiti per quei lavori, i contatti dell’amministratore e le coordinate bancarie. La checklist del Notariato per la compravendita elenca espressamente il regolamento e la dichiarazione dell’amministratore sulle spese pagate, straordinarie e sulle controversie pendenti.

Confronti l’attestazione con i verbali. Se dice “pagato” ma il verbale mostra una richiesta di fondi, chieda quali rate siano state effettivamente saldate e quali siano soltanto scadute. Se l’amministratore non risponde, informi venditore e notaio prima che il preliminare diventi vincolante. La checklist per comprare un immobile aiuta a organizzare queste richieste insieme al titolo e ai documenti urbanistici.

Una condizione, una trattenuta o un meccanismo di pagamento a carico del venditore devono comparire nei documenti della compravendita (si veda preliminare e compromesso). Non sostituisce l’attestazione dell’amministratore.

Condominio minimo: piccolo non significa informale

Con due proprietari di due unità separate, l’edificio è un condominio minimo. Può non esserci un amministratore obbligatorio né un rendiconto annuale voluminoso, ma restano parti comuni, contributi e decisioni. La Cassazione ha affermato che le regole condominiali possono operare anche in un edificio con due partecipanti e che un semplice avviso all’altro proprietario non sostituisce la regolare convocazione dell’assemblea o l’approvazione delle spese.

Il punto conta in una casa rurale divisa in due. Un proprietario può aver riparato il tetto e mandare all’altro una fattura. La fattura prova che il denaro è stato speso; non prova automaticamente che l’altro abbia approvato l’intervento o debba pagare la quota proposta. Conservi comunicazione scritta, ordine del giorno, delibera e fattura giustificativa. Se i due proprietari non riescono a formare una maggioranza nella pratica, il materiale della Cassazione riconosce il ricorso al giudice attraverso gli articoli 1105 e 1139 collegati. È una controversia, non un modo rapido per tenere i conti da soli.

Al venditore di un edificio con due unità chieda titoli, eventuale regolamento o tabelle, verbali, ricevute, assicurazione, lavori programmati e corrispondenza sulle parti comuni. “Non c’è amministratore” deve generare più domande, non meno.

Strada o pozzo condiviso: può essere comunione

Una proprietà di campagna può condividere una strada di accesso, una sorgente o un pozzo con le particelle vicine. Se il bene è posseduto in quote indivise e non è una parte comune accessoria di unità separate nello stesso edificio, il punto di partenza è la comunione dell’articolo 1100 del Codice civile. La strada può comparire in più atti. Il pozzo può trovarsi su una particella, ma essere posseduto o utilizzato per quote. Per capire la situazione servono i titoli e un controllo locale.

Cambiano anche le regole di voto. Ai sensi dell’articolo 1105, ogni partecipante può intervenire nell’amministrazione; le decisioni di ordinaria amministrazione vincolano la minoranza dissenziente quando sono approvate dalla maggioranza dei partecipanti calcolata in base al valore delle rispettive quote. Se non si forma una maggioranza o non viene adottata una misura necessaria, un partecipante può chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria.

L’articolo 1108 consente innovazioni e altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione con la maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore del bene comune, purché l’atto non danneggi l’interesse di un partecipante. La vendita del bene comune, la costituzione di diritti reali su di esso e le locazioni oltre nove anni richiedono il consenso di tutti. Non sono le soglie condominiali dell’articolo 1136.

Per la strada di accesso chieda gli atti che hanno creato o trasferito il diritto, una planimetria del percorso, gli accordi di manutenzione, i documenti del consorzio stradale e le controversie. Una strada condivisa non è automaticamente la servitù di passaggio di cui ha bisogno l’acquirente. Verifichi titolo, percorso, stato della strada e fondi interclusi (si veda diritti di accesso).

Per un pozzo, verifichi chi possiede la struttura, chi può prelevare l’acqua, se pompe ed elettricità sono condivise, chi ripara le tubazioni e se una disciplina pubblica o regionale incide sul prelievo. L’articolo 1117, comma 3, può indicare la proprietà condominiale quando il pozzo serve unità separate nello stesso edificio. L’articolo 1100 è il punto di partenza più naturale per un pozzo appartenente a quote di particelle rurali indipendenti. Non applichi a quest’ultimo un piano di spesa condominiale senza leggere gli atti.

Una strada rurale o un pozzo condiviso seguono una regola decisionale diversa da una scala o da un tetto condominiale; prima vengono il titolo e il rapporto del bene con l’edificio.

Bene o atto condivisoRiferimento normativoDecisione richiesta
Amministrazione ordinaria di una strada o di un pozzo condivisoArticolo 1105Maggioranza dei partecipanti calcolata in base al valore delle rispettive quote
Innovazione o altro atto eccedente l’ordinaria amministrazioneArticolo 1108Maggioranza dei partecipanti + almeno 2/3 del valore del bene comune
Vendita o costituzione di un diritto reale sul bene comuneArticolo 1108Consenso di tutti i partecipanti
Locazione oltre 9 anniArticolo 1108Consenso di tutti i partecipanti

Fonte: Normattiva, articoli 1100, 1105 e 1108 del Codice civile

Un fascicolo pratico per chi compra

Parta dal titolo del venditore. Verifichi se richiama un regolamento, tabelle millesimali, un condominio parziale, un consorzio stradale, un accordo sul pozzo o un diritto di uso. Poi individui l’amministratore, se esiste, e chieda i documenti. L’agente immobiliare può coordinare la richiesta, ma non certifica i debiti dell’edificio.

Faccia esaminare al notaio titolo e atti di trasferimento e incarichi un tecnico di controllare le parti che determinano uso e spesa: tetto, terrazza, cantina, muri esterni, riscaldamento, accesso, drenaggio e pozzo. Il ruolo del notaio è diverso dal sopralluogo tecnico. Se una tabella sembra sbagliata, chieda una verifica mirata. Se nei verbali compare un lavoro importante, chieda cosa è stato approvato, pagato, sospeso e imputato alle unità.

Non esiste un prezzo nazionale affidabile per questo pacchetto. I preventivi cambiano in base ad atti, lingue, ricerche d’archivio, trasferte, complessità tecnica e controversie. Chieda un incarico scritto e preventivi separati per traduzione, sopralluogo, calcolo tecnico o parere legale. Nessuno può prezzare da una scrivania un tetto che perde, una tabella non approvata o la quota non pagata da un vicino. Consideri queste voci variabili insieme alla guida ai costi di acquisto.

Lo scopo dei controlli è concreto: comprare l’appartamento sapendo come sono composte le parti comuni, quali decisioni sono state prese e quale debito può emergere. Se il venditore non produce i documenti, tratti quell’incertezza come un problema reale della compravendita. Non la chiami “solo burocrazia condominiale”.

Questa guida è informazione generale, non consulenza legale, notarile, catastale, tecnica, fiscale o d’investimento. Verifichi sempre il caso concreto con professionisti italiani.

Fonti

Domande frequenti

Il condominio italiano deve avere un contratto firmato per esistere?

No. Nasce per effetto della legge quando esistono proprietari distinti di unità e parti comuni collegate a esse. Un regolamento, una tabella millesimale o un amministratore possono organizzare il rapporto, ma nessuno di questi elementi crea il condominio di base. Un edificio con un solo proprietario è diverso, perché non ci sono ancora proprietari distinti delle unità.

Posso rifiutare le tabelle millesimali perché non sono state firmate da tutti i proprietari?

Non automaticamente. Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 18477/2010, hanno stabilito che una tabella meramente tecnica può essere approvata con la maggioranza qualificata dell’articolo 1136, comma 2, perché registra proporzioni già esistenti. L’unanimità può essere necessaria se il documento deroga contrattualmente ai criteri legali di ripartizione delle spese. L’articolo 69 prevede inoltre percorsi specifici per correggere un errore o una variazione superiore a un quinto. Faccia esaminare insieme titolo e verbale di approvazione.

Quanto indietro può rivalersi il condominio italiano dopo il mio acquisto?

L’articolo 63, quarto comma, delle disposizioni di attuazione del Codice civile rende il nuovo proprietario obbligato in solido con il precedente per i contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente. Questo non cancella l’accordo privato con il venditore; significa che prima del rogito servono un’intesa scritta e prove dei pagamenti. Chieda l’attestazione dei pagamenti e delle liti dell’amministratore e la confronti con rendiconti e verbali approvati.

Posso vedere i conti del condominio prima del rogito?

Dopo il rogito, come proprietario, può consultare i documenti giustificativi delle spese e copiarli a Sue spese ai sensi dell’articolo 1130-bis. Prima del rogito deve ottenerli tramite il venditore e chiedere all’amministratore l’attestazione prevista dall’articolo 1130, numero 9). Un aspirante acquirente non diventa condomino soltanto perché ha fatto un’offerta.

Un pozzo condiviso segue le regole del condominio?

A volte. Se serve unità separate nello stesso edificio, può applicarsi l’articolo 1117. Se particelle rurali indipendenti ne sono proprietarie per quote indivise, si parte dalla comunione dell’articolo 1100 e dagli articoli 1105 e 1108. Legga atti, diritti di utilizzo e vincoli sull’acqua prima di scegliere le maggioranze.