Bonus edilizi in Italia 2026: regole aggiornate

Un bonus edilizio può ridurre il costo dei lavori, ma lasciare all’acquirente una pratica incompleta e una detrazione inutilizzabile. Verifichi aliquota, beneficiario e documenti prima di valutare l’immobile.

In breve

  • Prima di firmare, faccia verificare l’agevolazione rispetto ai lavori e alla Sua posizione fiscale.
  • Chieda documenti dei lavori precedenti e un accordo sulle detrazioni residue; non tratti il beneficio come denaro disponibile.
  • Il professionista fiscale conferma i requisiti; il tecnico controlla le attestazioni richieste per l’intervento.
Indice
  1. La risposta breve per i lavori pagati nel 2026
  2. Bonus ristrutturazioni: la detrazione nota, con un’aliquota che cambia
  3. Ecobonus: aliquota nazionale, verifica tecnica specifica
  4. Sismabonus e zone 1, 2 e 3
  5. Bonus mobili: resta nel 2026, ma solo come detrazione collegata
  6. Superbonus: chiuso come percorso generale per il 2026
  7. Sconto in fattura e cessione del credito: non li inserisca nel budget come denaro
  8. Chi può richiederlo?
  9. Il fascicolo documentale da ricevere dal venditore
  10. Che cosa succede alla detrazione quando l’immobile viene venduto?
  11. L’ordine dei controlli per chi compra

La promessa che compare in un annuncio immobiliare può essere “ristrutturare con un bonus del 50%”. La frase è incompleta. L’aliquota dipende dall’anno del pagamento, dal tipo di intervento, dall’uso dell’abitazione, da chi ha sostenuto la spesa e dai documenti che restano dopo i lavori. L’acquirente può ereditare una detrazione utile, una pratica difettosa oppure nulla. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

Questa guida descrive il quadro nazionale al 6 agosto 2026. Questa guida pre-acquisto non sostituisce un parere fiscale, legale, tecnico o ingegneristico. Il commercialista verifica le imposte, il tecnico la pratica edilizia e il notaio l’eventuale trasferimento delle detrazioni residue nell’atto.

La risposta breve per i lavori pagati nel 2026

Per la detrazione ordinaria per ristrutturazioni dell’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, nel 2026 l’aliquota è del 36%, fino a 96.000 € per unità abitativa, secondo l’articolo 16, comma 1, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63. Sale al 50% se la spesa è sostenuta dal proprietario o titolare di diritto reale di godimento e i lavori riguardano la sua abitazione principale. La legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, comma 22 ha portato nel 2026 le aliquote del 2025; l’Agenzia delle Entrate conferma gli stessi valori nelle informazioni sulla dichiarazione precompilata.

È una detrazione dall’IRPEF italiana, non un assegno pari a metà della fattura. Se il beneficiario ha poca IRPEF italiana da compensare, la parte inutilizzata non diventa un rimborso. Un acquirente straniero senza reddito imponibile in Italia deve considerare il bonus una possibilità condizionata, non un risparmio già acquisito.

Il limite di 96.000 € è una soglia di spesa, non una promessa di 96.000 € di detrazione. Al 36% il massimo teorico è 34.560 €; al 50% è 48.000 €, ripartito nelle rate annuali previste. Possono incidere spese ammesse precedenti sulla stessa unità. Chieda il calcolo, non lo slogan. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

La tabella serve per una prima verifica 2026. Non stabilisce se i lavori siano ammessi, se il beneficiario abbia abbastanza imposta italiana o se la pratica superi un controllo.

Bonus o percorsoAliquota ordinaria 2026Aliquota abitazione principaleLimite pubblicato o requisito
Bonus ristrutturazioni, articolo 16-bis TUIR tramite articolo 16, comma 1, D.L. 63/201336%50%96.000 € per unità abitativa; proprietario o titolare di diritto reale, abitazione principale
Ecobonus, articolo 14, comma 3-quinquies, D.L. 63/201336%50%Il limite varia secondo l’intervento; caldaie esclusivamente alimentate da combustibili fossili escluse per il 2025–2027
Categorie del sismabonus, articolo 16, comma 1-septies.1, D.L. 63/201336%50%La proroga 2026 copre le categorie sismiche previste dalla legge; le zone 1, 2 e 3 rilevano per i percorsi sottostanti
Bonus mobili, articolo 16, comma 250%Nessun aumento separato per l’abitazione principaleLimite di spesa di 5.000 € per acquisti effettuati nel 2025 e 2026; necessari lavori di ristrutturazione collegati

Fonte: legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, comma 22; legge 30 dicembre 2024, n. 207, articolo 1, comma 55; Agenzia delle Entrate.

Bonus ristrutturazioni: la detrazione nota, con un’aliquota che cambia

L’articolo 16-bis del TUIR, cioè del D.P.R. 917/1986, è la disposizione nazionale per gli interventi di recupero sugli edifici esistenti. L’articolo 16, comma 1, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, fissa aliquota e limite temporanei. La proroga 2026 copre i lavori ammessi pagati nel 2026, con il 36% ordinario e il 50% per proprietario o titolare di diritto reale che interviene sulla propria abitazione principale. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

La detrazione può comprendere lavori edilizi, servizi professionali necessari e costi di conformità richiesti, ma l’ammissibilità segue la descrizione legale dell’intervento. Un edificio nuovo non diventa una ristrutturazione perché lo si chiama rudere. La categoria catastale non dimostra la regolarità della pratica comunale. Confronti titoli e dati catastali con il fascicolo urbanistico, partendo dalla guida alla visura catastale e dalla guida ai diritti edificatori.

Conta la traccia dei pagamenti. Le fatture devono identificare lavori e beneficiario. I pagamenti richiedono il bonifico speciale nei casi previsti, il bonifico parlante, indicando codice fiscale del beneficiario, partita IVA o codice fiscale del fornitore e riferimento normativo richiesto dal modulo bancario. Un campo mancante non è una piccola svista. Chieda al professionista fiscale se sia correggibile prima di dare per sicura la detrazione.

I lavori possono richiedere CILA, SCIA, permesso di costruire, deposito comunale o una dichiarazione di esenzione. Il titolo esatto è una questione tecnica e comunale. Una CILA mai chiusa o una modifica abusiva può lasciare all’acquirente il costo della regolarizzazione prima di discutere di bonus. Conformità catastale e legittimità urbanistica sono verifiche distinte (si veda abusi edilizi).

Ecobonus: aliquota nazionale, verifica tecnica specifica

L’ecobonus dell’articolo 14, comma 3-quinquies, del D.L. 63/2013 riguarda interventi ammessi di efficienza energetica su edifici esistenti. Per le spese pagate nel 2026 le aliquote sono 36% ordinario e 50% quando proprietario o titolare di diritto reale soddisfa il requisito dell’abitazione principale. La legge 199/2025, articolo 1, comma 22 ha portato al 2026 il 36% e il 50% di quel comma. L’esclusione, nel 2025–2027, della sostituzione degli impianti con caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili sta nello stesso comma 3-quinquies, inserito dall’articolo 1, comma 55, lettera a), della legge 30 dicembre 2024, n. 207.

Non esiste un limite unico equivalente ai 96.000 € della ristrutturazione: il massimale dipende dall’intervento. Finestre, isolamento, impianti solari e riscaldamento hanno requisiti e limiti diversi. Alcuni lavori richiedono comunicazione all’ENEA, altri relazione energetica o certificazione dell’ingegnere. L’aliquota ecobonus applicabile dipende dall’anno di spesa e dall’intervento ammesso. (D.L. 63/2013, art. 14; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

Se il venditore sostiene che pompa di calore, isolamento o fotovoltaico siano “già approvati”, chieda calcolo tecnico e ricevuta ENEA quando richiesta. Un APE non equivale al fascicolo completo. Il tecnico deve confrontare impianto, fatture, date, parametri tecnici e pagamenti.

Sismabonus e zone 1, 2 e 3

Le precedenti percentuali sismabonus non determinano l’aliquota applicabile alle nuove spese. Le categorie dei commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 riguardano edifici nelle zone 1 e 2, estese alla zona 3 per il periodo e percorso pertinenti. La struttura maggiorata dei commi 1-quater e 1-quinquies prevedeva 70% per la riduzione di una classe di rischio e 80% per due; sulle parti comuni condominiali le aliquote erano 75% e 85%. L’acquisto dopo demolizione e ricostruzione nelle zone 1, 2 e 3 aveva una struttura 75%/85% per unità comprate da un’impresa di costruzione o ristrutturazione. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

Quelle percentuali erano legali, ma non vanno inserite in un budget 2026 senza controllare l’anno. La legge 207/2024, articolo 1, comma 55 ha inserito l’articolo 16, comma 1-septies.1, estendendo le categorie sismiche al 2025–2027 con una struttura fissa. La legge 199/2025, articolo 1, comma 22 ha mantenuto nel 2026 il 2025: 36% ordinario e 50% per lavori ammessi sull’abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale, secondo percorso e limite. Le percentuali 70%, 80%, 75% e 85% non sono un’ipotesi 2026.

Il limite di 96.000 € resta centrale per le categorie ordinarie del sismabonus, con cinque rate annuali secondo l’articolo 16, comma 1-bis. Il professionista deve verificare zona, uso dell’edificio, data dell’autorizzazione, progetto strutturale e prova della riduzione del rischio. La zona sismica comunale non sostituisce una valutazione strutturale. Legga la guida alle zone sismiche prima di trattare il numero dell’annuncio come risultato fiscale.

Bonus mobili: resta nel 2026, ma solo come detrazione collegata

La detrazione per i mobili resta per gli acquisti 2026. La legge 199/2025, articolo 1, comma 22 ha esteso al 2026 il testo 2025 dell’articolo 16, comma 2. È del 50% sugli acquisti ammessi, su una spesa massima di 5.000 €, divisa in dieci quote annuali.

Non è un contributo generale per arredare una casa appena comprata. Mobili ed elettrodomestici devono arredare l’immobile dei lavori di recupero ammessi, iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Valgono classi di elettrodomestici e pagamenti ammessi; servono fatture, prova del pagamento e collegamento con la ristrutturazione. La guida dell’Agenzia chiarisce che le quote non utilizzate non passano all’acquirente alla vendita. È diverso dalla detrazione ordinaria.

Superbonus: chiuso come percorso generale per il 2026

Per il Superbonus le date sono parte della risposta. L’articolo 119 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 ha creato il regime del 110% per determinati interventi energetici e sismici. L’aliquota ordinaria è poi scesa al 90% per il 2023, al 70% per il 2024 e al 65% per il 2025. La legge 207/2024, articolo 1, comma 56 ha limitato il percorso del 65% nel 2025 agli interventi con la CILA richiesta, la delibera condominiale e la CILA, oppure il titolo per demolizione e ricostruzione, già presenti entro il 15 ottobre 2024.

Al 6 agosto 2026 non esiste un’aliquota generale del Superbonus per nuove spese pagate nel 2026. Le informazioni dell’Agenzia sul 730/2026 riguardano spese Superbonus fino al 2025 e rate annuali residue. L’acquirente può però trovare un edificio con una vecchia pratica Superbonus, detrazioni residue, un credito già ceduto o lavori in un’area di ricostruzione sismica. Sono fatti ereditati, non un nuovo diritto per il 2026.

I casi residui richiedono assistenza specialistica. Il trattamento al 110% per alcuni immobili danneggiati dal terremoto nei Comuni con stato di emergenza dichiarato si applicava alle spese fino al 31 dicembre 2025 ai sensi dell’articolo 119, comma 8-ter, come modificato dalla legge 207/2024. Un contributo alla ricostruzione nel 2026 può coprire alcuni costi rimasti dopo lavori incompleti nelle aree terremotate dell’Italia centrale, ma è una misura di ricostruzione, non il ritorno generalizzato del Superbonus nazionale. Chieda all’Ufficio speciale per la ricostruzione e al commercialista di individuare il percorso esatto (D.L. 34/2020, art. 119).

Sconto in fattura e cessione del credito: non li inserisca nel budget come denaro

Il vecchio modello consentiva al beneficiario, in casi determinati, di scegliere uno sconto del fornitore o la cessione del credito d’imposta. Il D.L. 16 febbraio 2023, n. 11, aveva già limitato le nuove opzioni. Il D.L. 29 marzo 2024, n. 39, articolo 1, ha eliminato dal 30 marzo 2024 il percorso generale rimasto, fatti salvi regimi transitori ed eccezioni limitate.

Le eccezioni ancora esistenti non sono una scorciatoia per l’acquirente. Comprendono interventi definiti su immobili danneggiati dai terremoti in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria indicati dall’articolo 2, comma 3-ter.1, del D.L. 11/2023, entro condizioni e limite di spesa stabiliti dalla legge. Restano anche protezioni transitorie per pratiche con CILA richiesta, delibera condominiale e CILA, domanda di demolizione e ricostruzione, richiesta del titolo edilizio, oppure lavori già iniziati e contratto vincolante di fornitura precedente all’entrata in vigore del decreto, a seconda del tipo di intervento. La pratica deve dimostrare data e requisito.

In una compravendita chieda se il venditore ha usato detrazione diretta, sconto o cessione del credito. Un credito ceduto non equivale all’acquirente che eredita le rate annuali. Non presuma che la frase del fornitore “il credito è in banca” significhi che per l’acquirente non esista alcuna esposizione. Il professionista fiscale deve riconciliare opzione, comunicazioni all’Agenzia e detrazioni già utilizzate.

Chi può richiederlo?

Di norma il beneficiario è chi possiede o detiene l’immobile e sostiene la spesa ammessa. Rientrano il proprietario e i titolari di diritti reali come usufrutto, uso o abitazione. L’aumento per l’abitazione principale è più ristretto: l’aliquota del 50% nel 2026 è legata al proprietario o titolare di diritto reale e all’unità usata come abitazione principale. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

Un inquilino o comodatario ammesso può detrarre le spese sostenute sull’immobile quando sono rispettate le condizioni documentali e il consenso richiesto. Può farlo anche un familiare convivente quando sostiene la spesa e fatture e pagamenti documentano la posizione prevista dalle indicazioni dell’Agenzia. Il solo rapporto familiare non basta. Non basta neppure un indirizzo estero sulla fattura.

Per i lavori condominiali, la certificazione dell’amministratore dovrebbe indicare la spesa imputata all’unità e la persona che ha pagato. Un inquilino che sostiene una quota ammessa può avere diritto alla detrazione, ma i registri dell’amministratore devono corrispondere. Consulti la guida alle spese condominiali comuni prima di accettare il racconto del venditore su facciata o tetto.

Il fascicolo documentale da ricevere dal venditore

Chieda una cartella datata prima del preliminare. Il contenuto esatto dipende dal bonus e dai lavori, ma chieda almeno questi documenti:

  • fatture, contratti, descrizioni dei lavori e prove dei pagamenti, inclusi i bonifici parlanti;
  • CILA, SCIA, permesso, numero di protocollo comunale o dichiarazione di assenza del titolo, con disegni e documenti di chiusura quando pertinenti;
  • dichiarazioni del tecnico, documenti strutturali e prova della classe di rischio sismico per i lavori agevolati dal sismabonus;
  • comunicazioni e ricevute ENEA per i lavori che le richiedono, con relazioni tecniche e documentazione APE quando pertinente;
  • delibere condominiali, certificazioni dell’amministratore, riparti millesimali e prove dei pagamenti del beneficiario per le parti comuni;
  • copie delle dichiarazioni dei redditi o un prospetto con aliquota, rate annuali utilizzate e importo residuo;
  • ogni comunicazione o ricevuta relativa a sconto o cessione del credito, con prova di chi detiene ora il credito;
  • dichiarazione scritta del venditore per l’atto, che specifichi se trattiene o trasferisce le detrazioni residue.

I primi quattro gruppi riguardano soprattutto la verifica del tecnico e del professionista fiscale. Gli ultimi due sono questioni fiscali e notarili. Il notaio non certifica che ogni fattura sia tecnicamente ammissibile e il tecnico non decide se l’acquirente abbia abbastanza IRPEF italiana. Senza il fascicolo, nessuno può dirGlielo restando alla scrivania.

Non esiste un prezzo nazionale fisso per questa revisione. Chieda preventivi scritti separati a commercialista, geometra, architetto o ingegnere e notaio. Un controllo documentale breve prima della caparra è un costo che può confrontare. Una detrazione respinta, restituzione di somme, interessi, sanzione o pratica edilizia incompleta non lo è.

Perché un’aliquota non si legge senza la sua dataUna sequenza verticale con 5 passaggi ordinati.Perché un’aliquota non si legge senza la sua data12020Superbonus introdotto al 110% per lavori determinati aisensi dell’articolo 119 del D.L. 34/202022023Aliquota ordinaria Superbonus 90%32024Aliquota ordinaria Superbonus 70%42025Aliquota ordinaria Superbonus 65%, con il termineprocedurale del 15 ottobre 2024 previsto dalla legge207/202452026Nessun percorso Superbonus generale per nuove spese,mentre ristrutturazioni ordinarie, ecobonus e categoriecoperte del sismabonus usano la struttura 2026 del 36% odel 50% per il proprietario o titolare di diritto realedell’abitazione principale

Perché un’aliquota non si legge senza la sua data

  1. 2020Superbonus introdotto al 110% per lavori determinati ai sensi dell’articolo 119 del D.L. 34/2020
  2. 2023Aliquota ordinaria Superbonus 90%
  3. 2024Aliquota ordinaria Superbonus 70%
  4. 2025Aliquota ordinaria Superbonus 65%, con il termine procedurale del 15 ottobre 2024 previsto dalla legge 207/2024
  5. 2026Nessun percorso Superbonus generale per nuove spese, mentre ristrutturazioni ordinarie, ecobonus e categorie coperte del sismabonus usano la struttura 2026 del 36% o del 50% per il proprietario o titolare di diritto reale dell’abitazione principale
Leggi di bilancio e decreti-legge hanno modificato aliquota, ambito o modalità di fruizione. La data di pubblicazione fa parte della questione giuridica.

Fonte: legge 30 dicembre 2024, n. 207, articolo 1, comma 56; legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, comma 22; Agenzia delle Entrate, informazioni sulle spese immobiliari nel 730/2026.

Che cosa succede alla detrazione quando l’immobile viene venduto?

Per le quote non utilizzate della detrazione ordinaria per ristrutturazione, l’articolo 16-bis, comma 8, del TUIR prevede come regola il passaggio all’acquirente persona fisica quando viene venduto l’intero immobile, salvo che l’atto stabilisca diversamente. Il venditore può concordare di trattenere le rate residue. La scelta va inserita nel rogito. Il silenzio può produrre il trasferimento previsto dalla legge: per questo l’acquirente non dovrebbe lasciare la clausola al modello dell’agenzia.

L’acquirente deve ricevere il calcolo del venditore: spesa originaria ammessa, aliquota, detrazione complessiva, rate già usate e rate residue. Verifichi che chi vende sia chi ha richiesto la detrazione, che l’unità venduta sia quella collegata ai lavori e che una cessione o uno sconto non abbiano già esaurito la detrazione diretta. Anche dopo il trasferimento conta la capacità dell’acquirente di utilizzare l’IRPEF italiana.

La regola non è universale. La guida dell’Agenzia sul bonus mobili afferma che le detrazioni mobili non utilizzate non passano all’acquirente. Morte del venditore, successione, usufrutto e trasferimento parziale possono produrre esiti diversi. Faccia classificare l’operazione al notaio e al professionista fiscale prima di firmare. Che cosa fa il notaio nell’atto è spiegato nella guida sul ruolo del notaio. La checklist per comprare in Italia aiuta a tenere il fascicolo fiscale insieme alle verifiche più ampie sull’immobile.

La decisione dell’acquirente sulla detrazioneUn albero decisionale con 4 rami.La decisione dell’acquirente sulla detrazioneIl venditore ha richiestoun bonus edilizio?Nessuna richiesta onessuna detrazioneresiduaOttenga unadichiarazione scritta eil fascicolo dei lavori;valuti i lavori futurisecondo le regole 2026Detrazione direttaancora in corsoTrasferimentoprevisto dall’articolo16-bis, comma 8, allavendita, salvo chel’atto dica che latrattiene il venditore;riconcili le rate annualiresidueSconto in fattura ocessione delcredito utilizzatiConfermi opzione,comunicazione eattuale detentore delcredito; non conteggilo stesso importo comedetrazionedell’acquirentePratica Superbonuso ricostruzionesismicaLa tratti come praticapregressaspecialistica; verifichidate, CILA o titolo,registri dell’autoritàper la ricostruzione eparere fiscale prima difirmare
Il venditore ha richiesto un bonus edilizio?
  1. Nessuna richiesta o nessuna detrazione residuaOttenga una dichiarazione scritta e il fascicolo dei lavori; valuti i lavori futuri secondo le regole 2026
  2. Detrazione diretta ancora in corsoTrasferimento previsto dall’articolo 16-bis, comma 8, alla vendita, salvo che l’atto dica che la trattiene il venditore; riconcili le rate annuali residue
  3. Sconto in fattura o cessione del credito utilizzatiConfermi opzione, comunicazione e attuale detentore del credito; non conteggi lo stesso importo come detrazione dell’acquirente
  4. Pratica Superbonus o ricostruzione sismicaLa tratti come pratica pregressa specialistica; verifichi date, CILA o titolo, registri dell’autorità per la ricostruzione e parere fiscale prima di firmare
Clausola del rogito e storia dei pagamenti decidono che cosa segue l’immobile. Una frase dell’annuncio no.

Fonte: articolo 16-bis, comma 8, TUIR, Agenzia delle Entrate, Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali; D.L. 39/2024, articolo 1; Agenzia delle Entrate, Bonus mobili.

L’ordine dei controlli per chi compra

Parta dall’immobile, non dalla percentuale. Confermi identità dell’edificio e storia urbanistica usando il CDU e i documenti urbanistici, poi chieda al tecnico di confrontare costruzione reale e fascicolo comunale. Chieda al venditore il fascicolo completo dei bonus e al professionista fiscale un calcolo scritto dell’aliquota e delle detrazioni residue.

Solo dopo questi controlli il notaio dovrebbe predisporre le clausole del preliminare e del rogito. Se la compravendita procede, inserisca nel contratto consegna dei documenti mancanti, correzione di un deposito difettoso o decisione sulle detrazioni residue. Non riduca il costo di un immobile da 200.000 € di un beneficio fiscale ipotetico di 10.000 € prima di averne verificato i requisiti. Diventa un immobile con un possibile beneficio fiscale quando beneficiario, lavori, anno, limite e prove coincidono.

Questa guida è informazione generale, non consulenza legale, notarile, catastale, tecnica, fiscale o d’investimento. Verifichi sempre il caso concreto con professionisti italiani.

Fonti

Domande frequenti

Qual è l’aliquota del bonus ristrutturazioni italiano nel 2026?

L’aliquota ordinaria è del 36% della spesa ammessa, fino a 96.000 € per unità abitativa, ai sensi dell’articolo 16, comma 1, del D.L. 63/2013. È del 50% per le spese sostenute dal proprietario o titolare di diritto reale per lavori sulla propria abitazione principale, secondo la proroga 2026 dell’articolo 1, comma 22, della legge 199/2025. La detrazione riduce l’IRPEF italiana e non è un rimborso in contanti. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

Un acquirente straniero può richiedere un bonus edilizio italiano?

È possibile se rispetta i requisiti sostanziali, paga correttamente la spesa ammessa e dispone di imposta italiana contro cui utilizzare la detrazione. La nazionalità non è il criterio. Un acquirente senza IRPEF italiana sufficiente può non riuscire a utilizzare tutte le rate annuali: chieda un parere fiscale prima di considerarla un risparmio.

Il sismabonus del 70% o dell’80% vale ancora nel 2026?

Non usi quelle vecchie maggiorazioni come aliquota ordinaria 2026. Descrivono la precedente struttura per la riduzione del rischio di una o due classi, con versioni del 75% e dell’85% per alcuni lavori condominiali. La proroga 2025–2027, scritta nell’articolo 16, comma 1-septies.1, del D.L. 63/2013, applica alle categorie coperte del sismabonus nel 2026 il 36% ordinario o il 50% per l’abitazione principale ammessa. Tecnico e professionista fiscale devono verificare percorso, zona e documenti. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

Posso ottenere il bonus mobili comprando una casa italiana ristrutturata?

Il bonus mobili 2026 è del 50% sugli acquisti ammessi fino a 5.000 € ai sensi dell’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013, ma è collegato a lavori di recupero ammessi e gli acquisti devono arredare l’immobile interessato. Non è un’agevolazione generale per i mobili comprati dopo il perfezionamento. Le detrazioni mobili non utilizzate non passano all’acquirente quando l’immobile viene venduto. (D.L. 63/2013, art. 16; L. 199/2025, art. 1, c. 22)

La detrazione per ristrutturazione non utilizzata dal venditore passa a me?

In una vendita ordinaria dell’intero immobile a una persona fisica, le rate non utilizzate dell’articolo 16-bis, comma 8, del D.P.R. 917/1986 passano all’acquirente nei casi previsti, salvo che il rogito stabilisca che le trattiene il venditore. Chieda il calcolo annuale e verifichi se siano già stati usati sconto o cessione del credito. La clausola va definita dal notaio con assistenza fiscale, non dedotta dalle parole dell’agente immobiliare.

Posso ancora chiedere a un’impresa uno sconto in fattura per il 2026?

Di norma no. Il D.L. 39/2024 ha chiuso dal 30 marzo 2024 la nuova opzione generale per sconto in fattura e cessione del credito, lasciando eccezioni transitorie e legate ai terremoti. L’offerta dell’impresa non dimostra che l’eccezione sia applicabile. Verifichi date e fascicolo con un professionista fiscale prima di firmare.

Le cifre di questa guida descrivono le regole nazionali al 6 agosto 2026. Non verificano proprietà, titoli, legittimità edilizia, idoneità fiscale, sicurezza strutturale o assenza di debiti. Questi controlli spettano al notaio e ai professionisti italiani qualificati che incarica.